Cuore di cane di Michail Bulgakov

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Cuore di cane di Michail Bulgakov

Pensi che oramai, orribile a dirsi, il suo cuore non è più di un cane, ma umano, proprio umano. Ed è uno dei cuori più infami tra quanti ne esistano in natura!!

– Cuore di cane

Il lettore che abbia accolto con meraviglia e sbalordimento le folli scene de Il maestro e Margherita, nonvorrà perdersi l’occasione di spulciare tra i lavori pregressi di Michail Afanas’evic Bulgakov. Vi ritroverà, tra gli altri, un libro pubblicato postumo, a causa della severa censura sovietica del tempo, dal titolo Cuore di cane. Un’opera a metà strada tra romanzo fantascientifico e opera teatrale, dove la penna immaginifica dell’autore, a pieno regime creativo, partorisce un personaggio fuori dal comune, un ibrido tra uomo e cane.

Il lettore attento vi rintraccerà subito l’amato-odiato personaggio Behemoth, il gatto parlante de Il maestro e Margherita. Questi e altri punti in comune , compresa la comicità, fanno di Cuore di Cane senz’altro un’ottima e piacevolissima genesi del futuro capolavoro.

Trama – In una Mosca freddissima e caotica, agitata dai venti di cambiamento politici e sociali della Rivoluzione rossa da cui la dividono ormai 7 anni, il cane randagio Pallino, trova riparo nell’androne di un portone. Solo, indifeso, affamato e ferito a un fianco da un crudele cuoco che gli ha buttato dell’acqua bollente addosso, Pallino riflette sulla sua sorte, e su come i cambiamenti nel tessuto sociale abbiano intaccato anche la sua vita di cane randagio.

La salvezza per Pallino sembra arrivare tempestivamente quando un emerito professore lo accoglie nel suo sontuoso appartamento di 7 stanze, adibito, per altro, ad ambulatorio e studio medico. L’egregio signore è, infatti, Filipp Filippovič, un noto medico, specializzato in eugenetica, che ha trovato la sua fortuna nella ricca ed eccentrica clientela moscovita, disposta a sborsare ingenti somme di denaro pur di ritrovare la giovinezza perduta. Il presunto salvataggio del cane Pallino, lontano dall’essere un gesto di pura bontà umana, si colloca proprio in questa prospettiva.

Il professore vuole, infatti, portare avanti degli esperimenti scientifici sull’ipofisi, la ghiandola ritenuta responsabile della crescita e dell’invecchiamento. Qui entra in gioco Pallino. In un fantascientifico intervento chirurgico – rassomigliante alla creazione di Frankenstein, ma carico in più della precisione nei dettagli medici che lo scrittore deve alla sua originaria professione di medico – il professor Filipp Filippovič, aiutato dal suo assistente, il dottor Bormental’, sostituisce il cervello e l’ipofisi di Pallino con quelli sottratti al cadavere di un ragazzo suonatore di balalaica, propenso all’alcool e ai furti.

A questo punto al fantascientifico si aggiunge il grottesco, il corpo del cane Pallino, provvisto ora di un cervello umano, non solo sopravvive all’operazione, ma si trasforma, giorno dopo giorno, sempre più in un corpo umano, con degli arti, capace di camminare su due gambe e dalle sembianze dell’uomo a cui apparteneva il cervello. La trasformazione è completata quando il fu Pallino inizia a formare frasi di senso compiuto e ingaggiarsi in conversazioni, piuttosto polemiche, con il suo creatore, il professore Filipp Filippovič, per l’appunto.

Quest’ultimo si renderà ben presto conto del suo colossale errore e non solo per i discutibili risvolti etici: la sua creatura, non più cane, non ancora uomo, è, infatti, restia alle regole di convivenza civile e si ribella a ogni tentativo, da parte del professore, di imporgli l’etichetta borghese, adducendo l’innegabile argomento di essere stato “riportato” alla condizione di vivente non per sua scelta e rivendicando i diritti per tutti, sancito dal nuovo stato di cose nella società socialista.

La convivenza forzata tra creatore e creatura nel lussuoso appartamento dà, così, vita allo spettacolare teatro dell’assurdo. Tra turpiloquio, grandi bevute di vodka, tentativi di molestie sessuale alle povere domestiche e caccia ai gatti, l’uomo/cane, che assumerà il nome di Poligraf Poligrafovič Pallinov, si insinuerà sempre più nella rispettabile vita del professore mettendone sottosopra l’esistenza. Come se il parapiglia generato da Pallinov non fosse sufficiente, anche la temibile e insensata macchina burocratica russa si insinuerà nel noto appartamento sulla Prečistenka. Un appartamento che è molto di più un simbolo: l’ultimo baluardo di resistenza borghese sul rimescolamento di carte – e di classi – comunista.   

Tra significato manifesto e nascosto

Come ci sono riuscito? Con la dolcezza, l’unico modo di trattare un essere umano.
Col terrore non si ottiene nulla da nessun animale qualunque sia il suo grado di sviluppo.
L’ho sempre affermato, lo affermo e lo affermerò sempre.
E’ inutile credere di poter fare qualcosa col terrore. No e poi no! Non rende, di qualunque specie sia: bianco, rosso o perfino marrone!

– Cuore di cane

Il romanzo breve Cuore di cane del genio letterario russo offre, nella sua limpidezza di stile e facilità di lettura, un primo significato manifesto nel rapporto, molte volte tormentato e amorale, tra uomo e scienza. In questo senso Pallinov, al pari di Frankestein, è la vittima del malsano rapporto del professore con la medicina sperimentale.

La sua ossessione sfocia in un atto non solo privo di etica, ma anche inutile – come lo stesso professore in una conversazione con il dottore Bormental’ riconoscerà – perché incapace di apportare alcun miglioramento alla condizione umana. L’esperimento si rivelerà nient’altro che un atto contro natura, deragliante al di fuori dei confini dello scibile umano e che urge, perciò, di essere ricondotto nei propri binari.

Accanto a questa prima lettura, si potrebbe dire a un livello più forzatamente celato, si nasconde la satira politica. La vecchia borghesia pre-rivoluzione, rappresentata dal professore, si arrocca egoisticamente e con ogni mezzo nei suoi privilegi. Questi sono costantemente minacciati dai nuovi “potenti”: il proletario, rappresentato da personaggi loschi, facilmente inebriati dal nuovo potere.

Bulgakov rappresenta, in Cuore di Cane ma anche altrove in altre sue opere, la nuova società sovietica moscovita come lontana dall’essere il paradiso che eppure la teoria marxista aveva così armoniosamente profetizzato. Questa è fatta, piuttosto, di uomini indottrinati che rivendicano e approfittano della ricchezza altrui, senza aver acquisito una reale coscienza di classe. La burocrazia sovietica, in particolar modo, è il target delle critiche velate di Bulgakov. Emblematico è, a questo riguardo, il personaggio senza scrupoli di Švonder, il presidente del Domkom (del condominio), determinato a fare di Pallinov “l’uomo nuovo”, un fidato cane/compagno.

Scheda del libro Cuore di cane

Cuore di cane trama e riassunto del libro

Titolo: Cuore di cane

Autore: Michail Bulgakov

Casa editrice: Mondadori

Anno prima pubblicazione in Italia: 1967

Numero di pagine: 143

Versione originale: Sobač’e serdce (scritto nel 1925) prima pubblicazione in Russia 1987

Traduzione di Nadia Cigognini

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