
Per tutta la giornata del ventiquattro dicembre i bambini del consigliere sanitario Stahlbaum non avevano mai avuto il permesso di entrare nella stanza centrale ed ancor meno nel salone adiacente. Accovacciati in un angolo della stanzetta sul retro, Fritz e Marie se ne stavano seduti mentre ormai si era fatto quasi buio e cominciavano a rabbrividire e ad aver paura visto che nessuno era ancora venuto a portare il lume come accadeva di solito gli altri giorni.
– Incipit de Schiaccianoci e il re dei topi
Il Natale è una festa, probabilmente la più bella dell’anno, e come tale è fatta di tradizioni, piccoli riti che si ripetono immutati e altri che si aggiungono alla costellazione del magico che gravita attorno a questo giorno così speciale.
Non si tratta solo delle luci multicolore, degli addobbi, dei dolciumi, delle canzoncine… è tutta l’atmosfera nel suo insieme a diventare una calda coperta che scalda i cuori. E si spera, abbia la potenza necessaria per disgelare il torpore in cui i nostri animi ricadono nel tran tran quotidiano.
Voi, cari amici lettori, lo sapete bene, la letteratura natalizia, per noi amanti dei libri, è un rito al pari degli altri e in quanto tale immancabile. Di tutti i libri natalizi che si leggono e rileggono attorno al camino o avvolti in un caldo plaid, da soli o in compagnia della famiglia, quest’anno voglio proporvi un classico, conosciutissimo e amatissimo da grandi e piccini, Lo schiaccianoci. Di questo racconto, così come per il Canto di Natale, esistono svariate versioni, illustrazioni, trasposizioni cinematografiche e cartoni animati. E, non certo per ultimo, Lo schiaccianoci è conosciuto come balletto classico che non smette di ispirare, nel corso del tempo, gli amanti delle belle arti.
Io quest’anno ho letto la versione originale di E. T. A. Hoffmann, pubblicata a Berlino nel 1816, dal titolo Schiaccianoci e il re dei topi. È degno di nota citare almeno un’altra altrettanto famosa adattazione del racconto proposta in Francia nel 1845 da Alexandre Dumas dal titolo Storia di uno schiaccianoci. A quest’ultima versione, e non alla tedesca, s’ispira il celeberrimo balletto musicato da Čajkovskij nel 1892.
Oltre ad un caldo invito alla lettura, vi propongo quindi un riassunto del libro Schiaccianoci e il re dei topi di E. T. A. Hoffmann.

Trama Schiaccianoci e il re dei topi – È la Vigilia di Natale nella Norimberga di inizio Ottocento. Fritz e Marie Stahlbaum, fratello e sorella di 10 e 7 anni, aspettano, come tutti i bambini con trepidazione l’arrivo dei doni natalizi. In particolar modo quelli del loro padrino Drosselmaier che è solito deliziarli con giocattoli dotati di ingegnosi meccanismi costruiti da lui stesso.
Quando il momento dello spacchettamento dei doni arriva, i bambini sono sbalorditi dalla bellezza dei nuovi giocattoli, ma ancor più Marie rimane colpita da uno schiaccianoci di legno a forma di soldatino con l’uniforme da ussaro. La figura è piuttosto brutta e sproporzionata, la parte superiore è più lunga delle gambe, ma alla piccola Marie non sembra importare ed inizia a prendersene cura inconsapevole che sarà proprio questo schiaccianoci a trascinarla in un mondo fatato popolato da topi malvagi, re e principesse.
Tutto inizia la sera di Natale stessa quando il salotto di casa, in cui è presente la sola Marie, si trasforma in un magico teatro di battaglia che vede contrapposti lo Schiaccianoci con gli altri giocattoli che hanno preso vita e un’orda di topi capitanati dal Re dei Topi. Marie riesce a salvare lo Schiaccianoci ma rimane lei stessa ferita. Sarà poi il padrino Drosselmaier a raccontarle, durante la sua convalescenza, la storia dello Schiaccianoci.
I bambini scopriranno che lo Schiaccianoci non è un semplice oggetto inanimato, bensì il nipote dello stesso padrino Drosselmaier vittima di una maledizione da parte della madre dei topi, la regina Mauserinks, adirata con lui per aver salvato la principessa Pirlipat da una triste sorte. Sarà proprio Marie con il suo buon cuore ad aiutare Schiaccianoci a sconfiggere il re dei topi e a ritrovare le sue vere sembianze. Nel suo ritrovato aspetto di bel giovane, Schiaccianoci sarà finalmente libero di coronare il suo sogno di amore con Marie.
Un lieto fine in cui a trionfare è l’amore proprio non poteva mancare a questa fiaba natalizia per bambini, non disdegnata nemmeno dagli adulti, in cui la dolce innocenza di Marie si intreccia con un mondo fatato ricco di magici giocattoli e, non per ultimo, di dolciumi dalle figure di zucchero al marzapane, che ben ricorda i tetti delle case del mondo fiabesco dei fratelli Grimm.
Ricezione de Lo schiaccianoci

Non stupisce che lo Schiaccianoci sia diventato una lettura di riferimento non solo per i bambini, ma anche per gli adulti che hanno la possibilità di cogliere livelli e significati più profondi nella narrazione.
E.T.A. Hoffmann, autore di riferimento del Romanticismo tedesco noto per le sue opere dalle fosche tinte gotiche, dà grande prova di sé anche in questo breve racconto, Schiaccianoci e il re dei topi, indirizzato alla borghesia del suo tempo. I critici contemporanei, ma anche quella dei nostri giorni, ne hanno da sempre apprezzato la sapienza nel mescolare elementi del reale, del quotidiano, con il fantastico, l’immaginifico ai confini del pensabile. Lo stesso Walter Benjamin, che fu tra l’altro amante e collezionista di giocattoli, considerava lo Schiaccianoci un’opera fondamentale nel suo studio delle favole tedesche dell’Ottocento.
Schiaccianoci e il re dei topi, pur essendo una lettura per bambini, non è esente, in linea con lo stile dell’autore, da elementi del macabro e del grottesco, si pensi ad esempio al re dei topi a sette teste, ma anche alla raffigurazione dello stesso Schiaccianoci che viene deriso per la sua sgraziata figura.
La bruttezza, tanto nella principessa Pirlipat e nello Schiaccianoci, dovuta alla maledizione, quanto nello stesso padrino Drosselmeier – personaggio che Hoffmann ha costruito in maniera autobiografica su se stesso – diventa uno dei temi principali del racconto. Ciò che viene percepito come brutto, non armonico, viene respinto dalla società, ma proprio in relazione a ciò, c’è un grande messaggio che Hoffmann consegna con Schiaccianoci e il re dei topi ai suoi lettori. Si può amare anche ciò che è brutto, Marie, con la sua sensibilità, riesce a vedere al di là delle apparenze e, in ultima istanza, è proprio l’amore la chiave magica per il lieto fine.
Scheda del libro Schiaccianoci e il re dei topi di E.T.A. Hoffmann

Titolo: Schiaccianoci e il re dei topi
Autore: E.T.A. Hoffmann
Casa editrice: Rizzoli
Traduzione di Alessandra Valtieri
Illustratore: Iacopo Bruno
Numero pagine: 126
Titolo originale: Nussknacker und Mausekönig
Vi lascio un link al balletto Lo schiaccianoci



