Allmen e il signor Weynfeldt di Martin Suter

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Allmen e il signor Weynfeldt martin Suter trama

Se siete alla ricerca di un giallo leggero, facilmente digeribile e frizzante, che intrattenga senza turbare né stancare – magari accompagnato da una nota di classe e condito dalla ricercata eleganza nella scrittura – l’ultimo libro di Martin Suter, pubblicato in Italia per Sellerio editore, potrebbe fare al caso vostro.

Allmen e il signor Weynfeldt arriva in Italia con due anni di distacco rispetto alla sua prima pubblicazione in lingua originale tedesca (Diogenes) e per molti lettori, ad onor del vero, più che di un arrivo si tratta di un ritorno. Chi ha famigliarità con i libri dello scrittore elvetico saprà bene che i gentlemen del titolo – Allmen e Weynfeldt – sono due personaggi ricorrenti nella produzione letteraria di Suter.

Questo è vero soprattutto per quanto riguarda lo squattrinato ma raffinato Johann Friedrich von Allmen – erede di una fortuna che ha sperperato per il gusto del bello e del puro scialacquo – il quale compare in un ciclo narrativo che lo vede protagonista in altri sei libri, il primo dei quali, dal titolo Allmen e le libellule, era apparso nel 2011.

Dunque, un ritorno ma anche una nuova avventura nella quale il lettore al suo primo approccio con questo sontuoso ciclo narrativo non avrà nessuna difficoltà ad inserirsi.

«Quelli come noi», amava dire Allmen, «non hanno debiti. Quelli come noi hanno al massimo delle situazioni di passività».

 TramaAllmen e il signor Weynfeldt inizia con un Allmen in forti difficoltà economiche ma determinato, come sempre, a conservare il suo eccessivo tenore di vita. Alla ricerca dei soliti espedienti, quando il consumare a credito non funziona più, si imbatte, per sua fortuna, nel facoltoso Adrian Weynfeldt. I due sono piuttosto simili, anche Weynfeldt è, infatti, amante dell’arte e del bello. Ma se Allmen è costretto a concentrarsi su un tipo specifico d’arte, quella dell’arrangiarsi, il riservato e generoso Weynfeldt si può, persino, permettere il lusso di possedere una collezione privata di dipinti nel suo enorme appartamento, a mo’ di museo.

Il momento favorevole per risollevare, almeno provvisoriamente, le proprie sorti finanziarie si presenta, per Allmen, quando la nuova conoscenza si rende conto che gli è stato sottratto un quadro dalla sua collezione. Il quadro in questione è di dubbia autenticità, ma se dovesse essere un originale, varrebbe molti soldi, visto che il presunto pittore è Picasso.

Allmen – che in seguito al suo declino finanziario aveva fondato una società che si occupa proprio del ritrovamento di oggetti d’arte, la “Allmen International Inquiries” – riesce con la sua consueta nonchalance ad accaparrarsi il nuovo cliente.

L’indagine ha, dunque, inizio ma non prima di un rapido consulto con il suo team composto da Carlos, il fedele cameriere guatemalteco che all’occorrenza riveste la funzione di socio paritario della società e perfino di creditore, e Maria, moglie di Carlos, anche lei tutto fare, cuoca nei giorni normali, tesoriera della società e aiutante nei casi straordinari. Lontano dall’essere dei semplici personaggi secondari, sono loro i veri pilastri tanto della società investigativa, quanto della solitaria vita di Allmen.

Tra incursioni nella vita privata di Weynfeldt e un improvviso viaggio a Roma – con pernottamento al lussuoso hotel Hassler e tappa a Trastevere –, Allmen indaga con discrezione nel giro di conoscenze del suo nuovo cliente/amico. Se tra Allmen e Weynfeldt si va sempre più instaurando un rapporto di reciproca simpatia, quest’ultimo si rivela essere, nel suo giro, più un generoso mecenate che un amico. Quando tra queste sue conoscenze, dai tratti alquanto bohémien, ci scappa il morto, le cose sembrano complicarsi ancor più. E allora che fare? Dovrà Allmen rinunciare alla lauta ricompensa in caso di ritrovamento del quadro o persistere nelle indagini?

Allmen e il signor Weynfeldt non delude, anzi…

Si conferma la bellezza di una scrittura, quella di Suter, che non scodella i fatti in maniera diretta e impersonale, ma che, piuttosto, sa portare i lettori verso questi per lenta e progressiva intuizione. Lo stile, tanto nei dialoghi quanto nella narrazione vera e propria, ricalca l’eleganza, quasi flemmatica, dei suoi personaggi; ne emerge così, da parte di Suter, un raffinatissimo gusto per la forma letteraria che, per così dire, indagando sul piano manifesto del caso, indaga anche la parola stessa.

Peccato per il finale che proprio nelle ultime battute prende un’inaspettata e anomala accelerata nella risoluzione del caso. Ecco, diciamo che mi sarebbe piaciuto continuare a gustarmelo lentamente fino alla fine, a piccoli sorsi proprio come fa Allmen con il suo Margarita.

Scheda del libro Allmen e il signor Weynfeldt

Allmen e il signor Weynfeldt recensione del libro

Titolo: Allmen e il signor Weynfeldt

Autore: Martin Suter

Casa editrice: Sellerio editore Palermo

Anno di pubblicazione: 2026

Numero di pagine: 248

Versione originale: Allmen und Herr Weynfeldt, Diogenes, 2024

Traduzione di Alice Gardoncini

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