
Se tutto il resto scomparisse e restasse solo lui, continuerei a esistere; ma, se tutto il resto restasse e lui svanisse, l’Universo diventerebbe per me una potenza estranea, di cui non sentirei di far parte.
– Cime tempestose
Per noi lettori è sempre una gioia quando un classico della letteratura – di quelli che meritano davvero – ritorna in auge, cioè quando viene letto o riletto, commentato, consigliato, e si vede un po’ dappertutto, anche tra i non-lettori. Le ragioni di questi popolari ritorni possono essere molteplici, ma quello che conta, per noi, è il risultato no?
Proprio di questa parabola ascendente sta beneficiando, in questi giorni, un capolavoro della letteratura inglese: Cime tempestose. Non che questo classico sia mai scomparso dagli scaffali dei lettori, o dai manuali scolastici di letteratura inglese, al contrario, Cime tempestose è un buon esempio di quei libri che di generazione in generazione non hanno mai smesso di coinvolgere ed emozionare le tante persone che vi si sono avvicinate. Tuttavia, non si può trascurare il fatto che il libro, ora, sia diventato un fenomeno di massa, un trend che impazza dentro e fuori dal mondo dei social media.
Il merito sta, chiaramente, nella nuova trasposizione cinematografica di Cime tempestose, che in questi giorni sta spopolando sui grandi schermi. Dico nuova perché questa non è certo la prima. Pare che il primo adattamento cinematografico risalga addirittura al 1920, all’epoca dei film muti. Ma nel corso dei decenni sempre nuove versioni sono state proposte al grande pubblico, ad esempio, l’adattamento del 1992 con Juliette Binoche e Ralph Fiennes. Un adattamento per altro molto fedele al testo, cosa che non si può affermare del nuovo film del regista Emerald Fennell, con Margot Robbie e Jacob Elordi, che punta su una versione in linea con i tempi attuali a discapito del contesto e del senso originale del libro.
Ma un’occasione è pur sempre un’occasione. E ben venga l’uscita del nuovo film, se questa riesce a far avvicinare tante più persone a questo incredibile romanzo, meritevole di tutte le attenzioni che sta ricevendo.
Indice dei paragrafi
Riassunto breve
Nella desolazione delle selvagge brughiere del nord dell’Inghilterra di fine Settecento si consuma il tormentato – e tossico – amore tra Catherine Earnshaw e Heathcliff, un orfanello accolto in casa Earnshaw per volere del padre di Catherine. Amori, gelosie, rivalse e vendetta sono le passioni che bruciano negli animi dei suoi protagonisti, aizzate ancor di più dalla suggestiva ambientazione che come in gioco malato li attrae e respinge senza potersene liberare. Le “Wuthering Heights”, cime tempestose, sono lo sfondo che stordisce e seduce, in esse Catherine e, soprattutto, Heathcliff troveranno delle alleate non solo per consumare le loro vite, ma anche per distruggere tutti quelli che gli stanno accanto.

Cime tempestose trama completa
Mr Lockwood, un gentiluomo londinese, racconta di un suo soggiorno nel rurale Yorkshire, avvenuto nel 1801. Il viaggio è motivato dalla necessità di trascorrere un po’ di tempo da solo per ritrovare se stesso. A Thushcross Grange, Mr Lockwood affitta una casa appartenente ad un uomo di nome Heathcliff che vive in un’ancor più aspra area chiamata Wuthering Heights, cime tempestose, proprio a causa delle alture che la circondano. Quando il giovane gentiluomo si reca in questa località per fare la conoscenza del proprietario di casa, si ritrova di fronte ad una situazione che si potrebbe definire grottesca, oltre che assurda.
La casa è abitata, oltre che da Heathcliff, da un manipolo di persone eterogenee e aggressive l’una con l’altra ma unite nella scortesia e avversione che dimostrano nei confronti del visitatore. Dopo essere stato costretto a causa del maltempo a trascorrere una (terrificante) notte nella casa, Mr Lockwood inizia a nutrire una certa curiosità nei confronti degli abitanti di Wuthering Heights, nonchè ammirazione per la bellezza di Cathy, la giovanissima nuora di Heathcliff.
Chiede perciò informazioni alla governante della casa che ha affittato e questa, senza farsi troppo pregare e senza preoccuparsi di essere obiettiva, inizia a raccontare, dal suo punto di vista, tutta la storia, diventando il secondo narratore.
La narrazione di Nelly Dean
Nelly Dean, questo il nome della donna, prestò servizio, così come sua madre prima di lei, alle Wuthering Heights quando la casa apparteneva ancora alla famiglia Ernshaw. Fu l’arrivo di Heathcliff, un trovatello accolto dal signor Earnshaw a portare squilibri alla pace domestica. Hindley, il figlio maggiore degli Eranshaw, geloso delle attenzioni che il padre riversava su Heathcliff, iniziò ben presto a tiranneggiarlo. La secondogenita dal nome Catherine, al contrario, dopo un’iniziale repulsione nei confronti di Heathcliff, lo prese in simpatia tanto che i due divennero similmente irrequieti e inseparabili. L’uno il rifugio dell’altro.
Alla morte dei genitori, Hindley, divenuto il nuovo signore di Wuthering Heights, poté attuare la sua rivincita: declassò Heathcliff a rango di servo e proibì a Catherine di intrattenersi con lui. Catherine, da parte sua, nonostante nutrisse ancora un forte sentimento per Heathcliff iniziò ad allontanarsene quando fece la conoscenza di Edgar Linton, il primogenito della famiglia di Thushcross Grange. Heathcliff, in seguito all’aver ascoltato una conversazione in cui Catherine affermava di considerare Edgar un miglior partito, fuggì di casa e Catherine, sebbene addolorata, sposò Edgar.
Non lo amo perché è bello, Nelly, ma perché è ancora di più uguale a me stessa di quanto possa esserlo io. Di qualsiasi cosa siano fatte le nostre anime, la sua e la mia sono identiche, mentre quella di Linton è diversa come è diverso un raggio di luna dal fulmine o la brina dal fuoco.
– Cime tempestose
Il ritorno di Heathcliff
La narrazione fa un salto di tre anni. Heathcliff ricompare nella vita di Catherine, portando scompiglio non solo in casa Eranshaw, ma anche in quella dei Linton. Heathcliff divenuto ormai un uomo prestante e benestante, è in cerca della sua personalissima vendetta. Cerca di riprendersi la sua Catherine ed astutamente riesce, pian piano, ad impossessarsi di Wuthering Heights, sfruttando le debolezze di Hindley che è diventato un alcolista e giocatore d’azzardo.
Ma il diventare padrone del posto che lo ridusse a servo non basta a Heathcliff, così indirizza la sua malvagità anche verso il piccolo Hareton, figlio di Hindley. Il piccolo, già orfano di madre e negletto da Hindley, diventa il suo bersaglio da manipolare affinché diventi un servo fedele e privo di un’educazione.
Heathcliff, non riuscendo ad avere Catherine, che melodrammaticamente dilaniata tra i due uomini subisce un crollo nervoso, sfrutta l’infatuazione della sorella minore di Edgar, Isabel, per colpire i Linton. Sposa Isabel e le si dimostra fin da subito per il tiranno che è. Nel cuore di Heathcliff, infatti, non c’è amore per nessuno – nemmeno per il figlio che avrà con Isabel –, se non per Catherine. Un amore deleterio e ossessivo certo, ma non privo di sinceri sentimenti e, soprattutto, di enorme intensità.
I due, in un ultimo drammatico incontro, riescono ancora a confessarselo questo loro eterno amore. Quando Catherine muore, in seguito al parto in cui dà alla luce la piccola Cathy, Heathcliff ne è devastato e si agura che Cathrine torni a lui sotto forma di fantasma, pur di non perderla del tutto.
Resta con me per sempre…prendi qualunque forma…fammi impazzire! Solo, non lasciarmi in questo abisso, dove non riesco a trovarti! Oh, Dio! È insopportabile! Non posso vivere senza la mia vita! Non posso vivere senza la mia anima!
– Cime tempestose
La nuova generazione
La nuova generazione dei Linton/Earnshaw vede i nomi e famiglie ripetersi e intrecciarsi: c’è Cathy (figlia di Catherine e Edgar), Linton (figlio di Isabel e Heathcliff) e Hareton (figlio di Hindley e la sua defunta moglie). Il gioco di amori tossici si svolge ancora tra questi pochi personaggi, diabolicamente manipolati dall’onnipotente Heathcliff, che, dopo la morte di Hindley, si erge padrone sulle cime.
A distanza di anni i cugini Cathy e Linton (rimasto orfano di madre) si incontrano per la prima volta e pian piano, dopo diverse vicende e ripetute proibizioni da parte del padre di Cathy di incontrarsi con il figlio dell’acerrimo nemico, i due iniziano ad instaurare un rapporto “romantico”. Le virgolette sono d’obbligo, perché anche in questo caso, anzi ancor di più che nelle altre coppie, le dinamiche tra i due ragazzi appaiono da subito, piuttosto, tossiche.
Linton è un giovane fragile e di salute cagionevole, subisce le angarie di suo padre, da cui è stato costretto a ritornare dopo la morte della madre, ma oltre che autocommiserarsi non prova alcun sentimento di tenerezza verso gli altri. Tanto meno verso Cathy, che desiderosa di trovare un compagno contro la sua solitudine, si prodiga per offrirgli le sue cure.
Heathcliff sfrutta questa simpatia di Cathy per costringerla brutalmente a sposare Linton, e diventare così, dopo la morte di Edgar e del cagionevole Linton, signore anche di Thushcross Grange.
Il ritorno di Mr Lockwood
Mr Lockwood, il primo narratore – che stanco del continuo tramutarsi dell’isolamento del posto in rapporti brutali e tormentati, aveva abbondonato Thushcross Grange anzitempo – ritorna dopo 7 mesi. E, ancora una volta, la governante gli racconta il proseguo della storia. Durante questi mesi di assenza, infatti, nuovi sviluppi si sono verificati. Innanzitutto, Heathcliff è morto.
Lui che aveva raggiunto tutti i suoi obiettivi, tranne quello che desiderava davvero di vivere il suo amore con Catherine, percependo ormai la vita con indifferenza si era lasciato morire. Senza pentirsi e senza redimersi, ma sempre con il pensiero fisso alla sua Catherine.
Il lettore desideroso di ritrovare un happy end non rimarrà, però, a bocca asciutta. Il lieto fine arriva da altri due personaggi: Hareton e Cathy. Hareton, che è innamorato della cugina, inizia, per poterla conquistare, quel percorso di apprendimento di cui era stato privato da bambino. Arriva perciò il suo riscatto e con esso quello di Cathy che trova in Hareton la compagnia per la vita che tanto aveva desiderato.
Recensione di Cime tempestose
Tempesta e impeto
Cime tempestose fu scritto da Emily Brontë, la seconda delle tre sorelle scrittrici, tra il 1845 e il 1846. L’epoca che corrisponde alla stesura e alla successiva pubblicazione avvenuta nel 1847 è, chiaramente, quella vittoriana. Ma della moralità borghese, di quella (ceca) fiducia nella provvidenza e dello spirito di redenzione propri dello stile letterario vittoriano, Cime tempestose, ha davvero ben poco. L’opera si direbbe, piuttosto, figlia di un’altra epoca, di almeno due generazioni precedente alla vittoriana. Mi riferisco alla letteratura gotica, che in Germania prende l’ancor più esplicativo nome di Sturm und Drang, cioè “tempesta e impeto” – mai nome fu più calzante per descrivere Cime tempestose –.
Tempesta e impeto si possono facilmente indicare come le due parole chiave che serpeggiano lungo tutta la trama di Cime tempestose. La tempesta che suggerisce un fattore atmosferico esterno è legato all’essenza stessa die luoghi in cui si svolgono le azioni principali. Le cime sono “tempestose” cioè aspre, impervie e isolate. Queste caratteristiche del luogo non possono che riflettersi sui personaggi che ci vivono. Questi si scoprono impetuosi, spesso irrazionali e febbricitanti, estremi nei loro sentimenti, che li possono portare a picchi di passioni mai viste, ma anche ad azioni violente. Luoghi e persone delle Wuthering Heights si contrappongono così a quelli di Thushcross Grange, più posati e educati come, ad esempio, Edgar Linton.
Il gotico
Oltre che l’aspetto della natura che influenza gli animi, ci sono altri elementi per cui risulta immediato collocare il romanzo nel genere gotico. Di questo movimento Cime tempestose riproduce fedelmente le atmosfere: la cupezza e desolazione dei luoghi, la solitudine, la brutalità, la presenza costante della morte, il mondo soprannaturale dei fantasmi.
E, infatti, Emily Brontë eccelle, con le sue descrizioni stilisticamente ineccepibili, nel creare un senso di coinvolgimento tale che al lettore sembrerà quasi di sentirlo quel vento implacabile che imperversa sulle heights e porta sospinto con sé i fantasmi di Catherine e Heathcliff.
Lo stesso Heathcliff, senza la necessità di dover diventare un fantasma, è, in fondo, un personaggio gotico. Un antieroe, piuttosto che un eroe in senso classico, ci si aggiunga che viene descritto fin da subito come un bambino dai capelli e la faccia scura da zingaro. Il suo spirito, già di per sé selvaggio, si inasprisce quando medita vendetta, fino ad arrivare ad essere descritto come la personificazione stessa del diavolo.
Critiche dell’epoca
Per le caratteristiche appena elencate e altri motivi ancora, come la mancanza di linearità nella narrazione, Cime tempestose fu, all’epoca della sua prima pubblicazione, fortemente criticato. Emily Brontë morì di tubercolosi già l’anno dopo la pubblicazione del suo unico romanzo, se ne andò, quindi, senza sapere che grande impatto la sua scrittura avrebbe suscitato sulle future generazioni di lettori.
Sul tono gotico che guida la sua narrazione, mi piace pensare che in qualche modo il suo spirito sia consapevole della nostra ammirazione e che se ne compiaccia.
Scheda del libro Cime tempestose

Titolo: Cime tempestose
Autore: Emily Brontë
Casa Editrice: Universale economica Feltrinelli
Anno di pubblicazione dell’edizione letta: 2022
Anno pubblicazione prima edizione: 1847
Numero di pagine: 432
Versione originale: Wuthering Heights
Traduzione di Laura Noulian
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