Donatella Di Pietrantonio: L’età fragile

  • Tempo di lettura:8 minuti di lettura
L'età fragile Donatella Di Pietrantonio Trama
L’età fragile Libro vincitore del Premio Strega 2024

Sembra essere una necessità mostrarsi sempre forti, fingere che tutto vada bene. Indossiamo una maschera che la società ci impone, ma non è la maschera chirurgica che dovrebbe proteggerci dal virus. È una, piuttosto, che dovrebbe proteggerci dalle ferite interiori, da noi stessi. Perché siamo fragili dietro la maschera di donne forti. Ci scopriamo vulnerabili quando siamo sole con noi stesse, quando ci perdiamo nei nostri piccoli e grandi problemi. Le nostre ferite non ci rendono meno degne ma forse solo più umane.

Eravamo giovani, ma non invincibili. Eravamo fragili. Scoprivo da un momento all’altro che potevamo cadere, perderci, e persino morire.

L’età fragile di Donatella Di Pietrantonio

L’età fragile trama

Lucia è una donna matura che si è separata dal marito – trasferitosi per lavoro a Torino – quasi senza accorgersene. Durante la pandemia, si ritrova ad affrontare il ritorno di sua figlia da Milano, la città che la giovane Amanda aveva scelto per studiare e per costruirsi una vita. Lucia, invece, è sempre rimasta fedele alle sue radici, saldamente ancorate alle montagne dell’Abbruzzo, dove vive suo padre, non lontano dal possedimento di famiglia il Dente del Lupo, un terreno ora diroccato, dove un tempo sorgeva un campeggio.

Il ritorno di Amanda è motivo di nuove angosce per Lucia, che si ritrova davanti a sé una ragazza apatica, spenta, irascibile. Lucia cerca di trovare un punto d’incontro con la figlia, ma non ci riesce. Amanda non ci prova nemmeno. Sembra essersi trasformata in un Hikikomori, ne ha tutti i sintomi: non esce quasi mai dalla sua stanza, si lascia vivere come se niente avesse più senso e l’unica sicurezza che ha è quella di non voler più studiare. Il rapporto tra le due ricade in un’incomunicabilità in cui solo il non-detto sembra fungere da terreno comune.

La donazione, da parte di suo padre, del Dente del Lupo è un’altra incombenza per Lucia, che si vede così costretta a fronteggiare un passato che per troppi anni aveva accantonato, rilegato in un angolo della sua memoria. Le vecchie ferite si riaprono e si sommano alle nuove. Queste parlano di un fatto di cronaca vecchio di trenta anni. Un fatto drammatico e cruento che aveva gettato un’ombra su tutto il pacifico e quieto territorio montanaro. Un fatto che per Lucia e la sua amica d’infanzia Doralisa aveva segnato un punto di non ritorno. 

“E io stavo passando ciò che mai avrei dimenticato. A un certo punto la vita accelera. Dopo resta tutto fissato a un’immagine, un suono del momento. Si torna sempre lì. Potrei dire questo ad Amanda, se trovassi le parole.”

L’età fragile di Donatella Di Pietrantonio

La Di Pietrantonio ne L’età fragile àncora un fatto di cronaca, molto presente nella memoria collettiva degli abitanti dell’Appennino, alla cornice intima, personale e allo stesso tempo universale, dei delicati rapporti familiari. La realtà dei pastori delle montagne abruzzesi è lo schizzo paesaggistico che rende la tragedia romanzata più riconoscibile, più genuina.

Lontano dalla terra, vicino alla terra

Quella stessa vita rurale, fatta di duro lavoro, di tanfo degli animali che Lucia e la sua generazione tanto avevano rigettato, sembra essere preferibile agli studi per Amanda. Il suo ritorno segna in qualche modo anche un ritorno alla terra, che vuole ostinatamente salvare dalle speculazioni edilizie. Così, fra un filo narrativo e l’altro, la Di Pietrantonio inserisce nella narrazione de L’età fragile le due spinte che descrivono il rapporto con la terra d’origine.

La spinta verso l’esterno che induce Doralisa, in una certa misura Lucia e Amanda, ma anche tutte le persone reali al di fuori del romanzo, ad andare via, rompere i confini di una vita che sarebbe troppo stretta. E l’altra spinta quella verso l’interno, che riattrae a sé, verso le proprie radici. Un richiamo sempre più forte, Amanda non è sola in questo. Lo sfrenato consumismo, l’esasperazione dei ritmi di vita nelle grandi città e, non ultimo, il ripensamento degli stili di vita durante il lockdown del Covid hanno portato ad un esodo di massa verso la terra. La frugalità e la ruralità sembrano essere la nuova salvezza.

L’incomunicabilità e il coro

Ne L’età fragile, queste due donne, entrambe fragili a loro modo, non riescono a comunicare l’una con l’altra. Amanda sembra essere ritornata vuota di parole. Lucia lo maneggia con cura quel legame così fragile, inghiotte bocconi amari, ricaccia ogni opposizione, si trattiene dall’esprimere alcun rimprovero.

La vita segreta dei figli. Sappiamo che esiste, ma non siamo mai pronti a toccarla. Restano per sempre angeli senza sesso nel chiuso delle nostre teste. Indifferenziati, mai del tutto partoriti.

Soprattutto rimugina sulle sue mancanze, sulle parole che non ha detto. D’altronde, la reticenza è anche il carattere distintivo del rapporto tra Lucia e suo padre. Un padre presente ma che non sa esprimere i suoi sentimenti.

Ma forse non ha bisogno di esprimerli; si sono sempre capiti lassù in montagna, anche senza le parole. Sono taciturni i pastori, persi tra la natura e gli animali, abbondonano il frastuono della città, il cui suono si allontana in un brusio. E quando il rumore straziante, il male urlato raggiunge quei boschi solitari, quegli stessi pastori reagiscono con sgomento e incredulità, finché il tempo non li lascia muti. Ogni ricordo, ogni parola viene ricacciata indietro.

Non è lì per caso quel coro di cui Lucia fa parte e che si riunisce dopo la pandemia. Dove le parole vengono meno, sul confine del dicibile, si apre lo spazio al canto. La musica, in quel concerto al Dente del Lupo, è riconciliazione dei luoghi, della memoria e delle persone.

Update 04 Luglio 2024 serata finale e Premiazione dello Strega:

Donatella Di Pietrantonio con L’età fragile è la vincitrice del Premio Strega 2024 con 189 voti. L’autrice si era già aggiudicata il Premio Strega Giovani, dove la giuria è appunto costituita da giovani, tra i 16 e i 18 anni.

L'età fragile trama e recensioni
L’età fragile trama e recensione

Autore: Donatella Di Pietrantonio

Titolo: L’età fragile

Casa Editrice: Einaudi, Torino.

Anno di pubblicazione: 2023

Numero di pagine: 192

Della stessa autrice potrebbe interessarti anche Borgo Sud (2020)

Lascia un commento