Il giardino dei sogni splendenti di Ruthvika Rao

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Il giardino dei sogni splendenti di Ruthvika Rao

Era una sensazione viscerale, essere fissata a quel modo. Per un attimo, nella parte più segreta di sé, sentì allontanarsi la solitudine opprimente che non la abbandonava mai. […] Essere guardata da Khrishna era quello: sollievo.

– Il giardino dei sogni splendenti di Ruthvika Rao

Fin dai nostri primi anni viviamo una vita fatta di regole, proibizioni e paletti. Ci dicono che è il modo in cui vanno le cose, vogliono farci credere che non esista un’altra via. Ma cosa succede quando queste regole convenzionali, che non hanno niente di naturale, diventano sempre più restrittive e lesive della persona? Nei peggiori dei casi le vediamo insinuarsi nelle esistenze fino a determinare l’intero corso, deciderne tra la vita e la morte. A questo punto – quando si tratta di riscattare la propria autodeterminazione – dalla piccola disobbedienza alla grande sovversione tutto sembra lecito. Riscatto ad ogni costo. Anche quello della vendetta sanguinaria?

Trama – Vijaya e Krishna sono una bambina e un bambino di 12 anni nell’India degli anni ’50. Nel Telangana – la regione in cui vivono – vige un sistema feudale profondamente ingiusto e discriminatorio. Vijaya appartiene alla famiglia dei Deshmukh, suo padre e suo zio sono i signori incontrastati della rurale Irumi. Tutti quelli che vivono sulle loro terre sono soggetti alla loro volontà: Krishna non fa eccezione.

Orfano di padre, vive con la madre, che si occupa del bucato dei padroni, e con il fratello Ranga, di un anno più grande. Tanto sua madre quanto suo fratello vorrebbero un futuro diverso per Krishna, sperano in un riscatto attraverso la scuola. È proprio a scuola che Vijaya e Krishna si ritrovano, contro ogni legge di casta, compagni di classe, ugualmente bambini.

Per entrambi la scuola costituisce un’eccezione alle regole, per motivi diversi ed opposti entrambi non dovrebbero frequentarla. Vijaya se lo sente ripetere di continuo quel divieto “non parlare con i tuoi compagni di classe”; per suo zio – che glielo impone – sono tutti troppo al di sotto della sua onorevole famiglia. Per Krishka, invece, la scuola è un privilegio che gli è stato accordato in via eccezionale dai padroni. Un privilegio, che non è di certo concesso al povero Ranga.

Il vero incontro, quello ravvicinato, tra i due avviene nel giardino della famiglia di Vijaya, vicino al pozzo. È lei, contradicendo alle regole ma seguendo un impulso naturale che conosce le sole regole del cuore, ad avvicinarsi al figlio della povera serva, in cerca di una compagnia che possa scacciare la sua solitudine. In questo primo approccio, quasi per sancire il patto di un’amicizia nascente, i due mordono lo stesso dolce: un altro divieto infranto che sembra quasi ricalcare il morso della mela di Eva nel paradiso adamitico.

Così come in quello dell’Eden, anche in questo di giardino si presagisce già che qualcosa di terribile è destinato ad avvenire. Il divieto infranto sottende, tristemente, la punizione. Il momento della tragedia arriva quanto i due, accompagnati da Ranga e dalla sorellina minore di Vijaya, Sree, organizzano una spedizione nella foresta alla ricerca di una tigre che aggredisce gli uomini. Il gioco, che chiede innocentemente l’ebbrezza dell’avventura, si trasformerà, dunque, nella tragedia annunciata. Una di tale portata da innescare una serie di eventi che cambieranno per sempre le sorti dei 4 bambini. E non solo le loro.

La lotta dei Naxaliti

La narrazione prosegue andando avanti negli anni con sbalzi temporali non sempre chiaramente segnalati e offrendo, nell’epilogo – piuttosto debole rispetto alla forza dirompente della trama iniziale – uno scorcio sul 1990; sono, tuttavia, la fine degli anni ’60 e il 1970 il vero cuore della narrazione. Sono questi, infatti, gli anni in cui Vijaya e Krishna, dapprima costretti a prendere differenti strade, crescono e iniziano ad affrontare le prime sfide della vita: la partenza da Irumi, l’università, la quotidianità dell’età pre-adulta.

In questo contesto si colloca il quadro storico che caratterizza in maniera così netta Il giardino dei sogni splendenti. Accanto alla crescita dei personaggi, l’autrice segue i tumulti e i cambiamenti nel tessuto sociale dell’India. In tutto il mondo sono, infatti, gli anni dei movimenti studenteschi e della lotta marxista per l’eguaglianza sociale e l’India, il cui sistema tradizionale è notoriamente basato sulle divisioni di casta – non è esente.

Ruthvika Rao racconta, soprattutto, di un movimento, detto Naxalita, nato dalle frange maoiste con l’obiettivo di rivendicare il diritto alla lotta armata. La brutalità con cui i compagni di partito si scagliano contro il nemico di classe – in maniera indistinta, coinvolgendo anche gli innocenti –, fa però riflettere sul peso del potere, che si trasforma in violenza, e sulla deriva che può generarsi anche da una lotta idealmente giusta.

Lontano dall’essere un mero sfondo storico il movimento Naxalita entra attivamente nella storia, nella persona di Ranga. Il fratello maggiore di Krishna è, infatti, entrato a farne parte. A questo punto è legittima la domanda iniziale, che in più sembra trovare proprio in Ranga il suo soggetto: fino a che punto si spingerà la sete di vendetta di Ranga?

Un genere potente

Il giardino dei sogni splendenti, dal titolo originale The Fertile Earth, è il romanzo di esordio di Ruthvika Rao, autrice indiana attualmente residente negli Stati Uniti. La giovane scrittrice è decisamente riuscita, già con questa sua prima opera, ad inserirsi in un filone narrativo in cui la potenza della scrittura diventa mezzo per narrare storie di realtà lontane – rispetto al lettore occidentale – ma drammaticamente emozionanti e, per questo, vicine. 

Come lei, in precedenza, Thrity Umrigar aveva saputo arrivare diritta ai cuori dei lettori con il suo Il canto dei cuori ribelli, a sua volta, da molti paragonato a Mille splendidi soli. Tanto Il giardino dei sogni splendenti, quanto Il canto dei cuori ribelli fanno parte della letteratura indiana in America. Narrano quindi della terra d’origine, delle problematiche che la investono – seppur con differenti focus, la disuguaglianza sociale resta un nodo comune – e della forza dell’amore, capace di abbattere le barriere poste ingiustamente dall’Uomo.

Con queste somiglianze ha ben saputo giocare la Libreria Pienogiorno – casa editrice di entrambi i romanzi – che, ancora una volta, ci offre una veste grafica accattivante e, soprattutto, in linea con i toni caldi e avvolgenti dei due romanzi appena citati. Lo stesso discorso vale per il titolo italiano Il giardino dei sogni splendenti, qui, si è chiaramente optato per una traduzione non letterale ma suggestiva per la messa in risalto dell’elemento romantico portato dalla parola “sogno” ed evocativo per quel “splendenti” che ricorda il romanzo di Hosseini.

Scheda del libro Il giardino dei sogni splendenti

IL giardino dei sogni splendenti recensioni

Titolo: Il giardino dei sogni splendenti

Autore: Ruthvika Rao

Casa editrice: Libreria Pienogiorno

Anno di pubblicazione: 2026

Numero di pagine: 432

Traduzione di Sara Puggioni

Per conoscere meglio l’autrice Ruthvika Rao

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