
Non si sa mai esattamente quanto spazio si occupi nella vita della gente.
– Tenera è la notte
Se una cosa si può affermare di Fitzgerald senza incappare in pareri discordanti e gusti personali è che con Il grande Gatsby, ma anche con Belli e dannati, riuscì, e riesce ancora, a portare intere frotte di lettori nel vivo di quella febbrile aria degli anni ruggenti americani. Non bisogna però pensare che la sua breve carriera letteraria – dovuta ad una morte giunta troppo presto, a soli 44 anni – si esaurisca nell’assunzione del ruolo di descrittore di questo seppur massiccio, pur sempre circoscritto, fenomeno socioculturale.
Che la penna di Fitzgerald avesse ancora tanto da esprimere lo dimostra un altro suo romanzo, quello che gli costò più tempo e fatica scrivere, Tenera è la notte. Un romanzo di un romanticismo e intimità struggenti, in cui Fitzgerald sa ben guardarsi dentro per ritrovare le proprie esperienze, il proprio sentire e quello dei suoi simili accomunati dall’esperienza del primo conflitto mondiale e dall’ebbrezza, sempre disillusa, della rinascita edonistica. Un testamento privato e insieme generazionale di colui che meglio espresse non solo l’anima dell’era del jazz, ma anche il disincanto, lo smarrimento ed infine il declino di tutta una generazione, al di là dei confini spaziali, di quella che fu definita la Lost generation.
Trama – Non più New York e la sua spiaggia per ricchi, Long Island, sono l’ambientazione favorita di Fitzgerald. La ricca borghesia americana degli anni Venti, che eppure resta il soggetto delle vicende narrate, si è spostata in un territorio a noi più vicino: l’Europa. Dalla Costa Azzurra a Parigi, da Zurigo a Roma per ritornare alle spiagge soleggianti del sud della Francia gli espatriati americani continuano a sguazzare nel lusso e a crogiolarsi nel dolce far niente.
Rosemary, che il lettore crederà di primo acchito essere la protagonista, è una giovanissima attrice esordiente di origini americane. Durante un suo soggiorno in un hotel di lusso sulla Costa Azzurra si imbatte in un gruppo di ricchi americani, che vive la vita alla giornata tra superficialità e sperpero. Tra questi si distingue Dick Diver, un uomo dal fascino magnetico sposato con la giovane e bella ereditiera Nicole Warren. Si può dire che la coppia di sposi sia il centro nevralgico del gruppo e anche la bella Rosemary non può far a meno di sentirsi attratta dai modi dei due.
Rosemary, che si innamora a prima vista di Dick, inizia a frequentare i coniugi Diver e si unisce a loro, persino durante un loro soggiorno a Parigi.
Dick Diver appare come un uomo brillante, posato, il classico tipo che sa sempre fare la cosa giusta, ma nonostante sia sposato e di molto più grande della ragazza, rimane attratto dalla bellezza in fiore di Rosemary e, in un certo senso, se ne innamora. Intanto la sua unione con Nicole, che a prima vista sembrava perfetta, inizia a mostrare delle crepe.
Nella seconda parte l’autore fa luce sui nodi nella relazione della coppia. Con una regressione temporale di alcuni anni che ci porta nell’Europa teatro della Prima guerra mondiale, il lettore viene messo a conoscenza delle circostanze che portarono all’incontro e alla successiva unione dei Diver. E così che scopriamo un altro lato di entrambi e una corrispondente ombra nel loro passato.
Dick era un giovane studente di medicina psichiatrica quando in una clinica incontrò, tra i pazienti, Nicole. Una Nicole sedicenne, molto diversa dalla donna elegante e raffinata che avevamo imparato a conoscere. La giovanissima Nicole è affetta da schizofrenia, scatenata da uno sconvolgente trauma familiare. É lei, per prima, a cercare le attenzioni del dottore in un appassionato scambio epistolare che sancirà l’inizio della loro storia d’amore.
Nella terza parte del libro la storia ritorna al presente narrativo. Il lettore che aveva conosciuto le dinamiche di coppia dei Diver e si era abituato a vedere in Dick affidabilità e solidità mentre in Nicole percepiva la fragilità, assiste ora ad un ribaltamento di ruoli e di sorti. Dick, avendo raggiunto e ormai oltrepassato la sua età d’oro, si avvia verso un lento e inesorabile declino, mentre Nicole sembra rifiorire sotto la passione di un nuovo amore.
Da Il grande Gatsby all’epilogo
È la sorte di chi scrive un capolavoro in giovane età di venire ricordato sempre e solo per questo, di vedere ogni suo lavoro successivo confrontato con il suo primo e, forse, più grande lavoro. Lo dice anche Rosemary nel libro, che viene riconosciuta per il suo primo successo “la figlia di papà”. Non c’è dubbio che il nome di F. Scott Fitzgerald venga primariamente associato a quello de Il grande Gatsby. Tenera è la notte, d’altronde, è più dispersivo, meno compatto e lineare, meno di impatto rispetto al celeberrimo Il grande Gatsby.
Questi e altri difetti ci videro i suoi contemporanei, i quali lo accolsero solo tiepidamente, sicuramente non come Fitzgerald avrebbe sperato. Tenera è la notte conobbe, però, una rivalutazione con la seconda vita regalata alle opere di Fitzgerald, quando lui ormai era già morto.
Il valore letterario di Tenera è la notte, a mio parere, si ritrova non nella trama, né nello stile, quando negli interstizi, nelle sottili sfumature psicologiche, nei cambiamenti di stato d’animo, nei mutamenti di spirito che così bene riesce a cogliere e che fanno le persone reali e, ancor di più, le persone nei loro rapporti sentimentali con gli altri.
A Tenera è la notte Fitzgerald ha affidato tutta l’intimità del suo rapporto con la moglie Zelda e, senza farsi sconti, ha scandagliato il loro sentimento: l’avvicinamento, l’accoramento, le tensioni, le incomprensioni e, perciò, l’inevitabile spegnersi di un amore.
Pensa a quanto mi ami. Non ti chiedo di amarmi sempre così tanto, ma ti chiedo di ricordartelo. Da qualche parte dentro di me ci sarà sempre la persona che sono stasera.
– Tenera è la notte
Scheda del libro Tenera è la notte

Titolo: Tenera è la notte
Autore: Francis Scott Fitzgerald
Casa Editrice: Einaudi
Anno di pubblicazione dell’edizione letta: 2005
Anno pubblicazione prima edizione: 1934
Numero di pagine: 384
Versione originale: Tender is the night
Traduzione dall’inglese di Fernanda Pivano
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