La specchia del diavolo di Gabriella Genisi

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La specchia del diavolo gabriella genisi

A poca distanza, quasi irreale, avvolta in una nuvola di vapore e con un albero frondoso ben piantato proprio in cima, svettava imponente la Specchia del diavolo. Tutto intorno, l’odore acuto e ruvido delle foglie di fico nascenti. Chicca se ne restò ferma e in silenzio per qualche minuto, come intimidità da quel posto che riusciva a comunicare inquietudine e, allo stesso tempo, a dare la sensazione di essere davanti a un luogo sacro.

– La specchia del diavolo

Alcune storie sembrano nascere dai luoghi che le raccontano, i personaggi e le vicende vi si legano in un nodo così stretto che pare impossibile dipanarlo senza comprometterne la visione dell’intero.

Inimmaginabile pensare al commissario Montalbano senza la sua Vigata, alla profiler Teresa Battaglia senza l’alto Friuli, o, ancora, al commissario Ricciardi senza Napoli. Ebbene in questo contesto – non per nulla, tratto dalla letteratura poliziesca – si collocano i romanzi di Gabriella Genisi. Barese di nascita, dove vive tutt’ora, Gabriella Genisi fin dall’ormai lontano 2010 – anno di nascita del suo più celebre personaggio, Lolita Lobosco – non ha smesso di creare romanzi di successo al cui centro si trovano le storie, di indagini al femminile, visceralmente legate alla città/zona in cui vivono.

Così alla celebre accoppiata Lolita Lobosco/Bari, Gabriela Genisi ha affiancato, a partire dal 2019, un nuovo ciclo narrativo che vede protagonista Francesca Lopez, detta chicca, e qui l’ambientazione si sposta di qualche chilometro a sud-est. È, infatti, il Salento, il cuore pulsante – che batte a ritmo di pizzica – delle storie del maresciallo dei carabinieri Chicca Lopez.

In tutto questo, non è nemmeno un caso che la sua ultima fatica letteraria, uscita a fine gennaio per Rizzoli, porti il nome del luogo da cui si origina la scena iniziale che dà il via alle indagini: La specchia del diavolo, per l’appunto. Un nome, un luogo. Eccoci subito catapultati nella zona del Salento nota come Grecìa Salentina, per quella antica presenza greca che la vide parte, insieme altre zone del sud Italia, della Magna Grecia. Il fascino dell’antico si somma alla magia delle leggende che circolano attorno al cumulo di pietre sovrapposte, nel territorio di Martano, noto anche come Specchia dei Mori.

Gabriela Genisi con La specchia del diavolo sfrutta abilmente la magia del luogo, dando riprova della sua abilità di far scaturire le storie da un fermo immagine, un’immagine che si direbbe da cartolina. Così era stato già in precedenza nel suo La regola di Santa Croce, secondo romanzo del ciclo di Chicca Lopez, in cui la storia prende avvio proprio dalla bellissima Basilica barocca di Santa Croce.

Trama de La specchia del diavolo

In questa quarta avventura, troviamo una Chicca Lopez non meno incasinata del solito, tra questioni di cuore, con la sua ragazza, Glenda, che sembra ghostarla, e familiari – il riavvicinamento al suo padre biologico, l’avvicinarsi di un viaggio negli Stati Uniti per recuperare le spoglie della madre che, quasi, non ha mai conosciuto –; ma allo stesso tempo, ritroviamo anche una Chicca Lopez ugualmente determinata a farsi largo sull’ambiente di lavoro e a risolvere l’intricato caso che le è stato assegnato dal suo superiore, l’alquanto ottuso e maschilista capitano Biondi, con cui Chicca è costretta a trattare.

Il caso che Biondi le ha assegnato non l’entusiasma troppo all’inizio: un giovane proveniente dall’India è stato ritrovato in fin di vita proprio nei pressi della Specchia del Diavolo. Per quanto si sa potrebbe essere dovuto ad un comune pestaggio. A ritrovarlo è l’avvocato Mauro De Pascalis, se quest’ultimo non è in grado si aggiungere maggiori informazioni all’interrogatorio di Chicca, man mano si scoprirà sempre di più sull’identità del giovane.

Rami, questo il nome del ragazzo, è affetto da un leggero ritardo mentale. Dopo essere stato sfruttato, per un certo periodo, nella lavorazione agricola, Rami aveva trovato la sua fortuna nella persona della marchesa Verri, la ricca moglie di un giudice, molto attività nell’ambito della beneficenza. Era stato proprio grazie all’aiuto della marchesa che Rami era riuscito a trovare un suo posto confortevole e sicuro nel mondo. Almeno fino a quando non lo era stato più.

Proprio in questa nuova vita di Rami – in cui la sua occupazione era aiutare un giovane gioielliere di nome Daniele, un altro conoscente della marchesa – si trovano i nodi che Chicca dovrà sciogliere per chiarire il caso della Specchia del diavolo. Il suo intuito la aiuterà, infatti, a vedere una connessione tra il pestaggio di Rami e l’improvvisa morte di Daniele.

L’indagine di Chicca Lopez si muove lentamente, tra intoppi, riflessioni e lunghe deposizioni. Gabriella Genisi non si perde in sensazionalismi e contorti twist. La dimensione dell’enigma da risolvere arretra, piuttosto, lasciando spazio alla semplicità e ad una scrittura bella e pulita. In questo processo narrativo, in cui la dimensione privata conta tanto quanto quella del giallo da risolvere – se non di più – Chicca Lopez emerge come donna, oltre che come maresciallo.

Mettendo in risalto il lato umano di Chicca, forte e fragile allo stesso tempo, e il suo battagliare con il vivere quotidiano, appare in primo piano quell’appartenenza ai luoghi di cui parlavo all’inizio. Il lettore vive questi giri panoramici – da Lecce a Santa Maria di Leuca, passando per Martano e Specchia – attraverso le scarrozzate a bordo della sua Bonneville, ma anche attraverso i piatti della tradizione salentina.

Il finale de La specchia del diavolo arriva, però, un po’ a sorpresa, lontano da quel Salento che ne costituisce l’essenza. Se ci sia un futuro per le indagini di Chicca Lopez è da vedere. Restiamo in attesa del genio creativo dell’autrice.

Scheda del libro La specchia del diavolo

La specchia del diavolo trama e recensione

Titolo: La specchia del diavolo

Autore: Gabriella Genisi

Casa editrice: Rizzoli nero

Anno di pubblicazione: gennaio 2026

Numero di pagine: 240

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