Acqua sporca di Nadeesha Uyangoda Recensione

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Inizia con un una decisione Acqua sporca il libro di Nadeesha Uyangoda che segna il suo esordio nella narrativa e la sua partecipazione tra i finalisti del Premio Strega 2026.

Se di decisioni, grandi e piccole, ne prendiamo costantemente nel nostro vivere quotidiano, questa specifica decisone ha la portata di una piccola rivoluzione, seppur privata, in grado di cambiare una vita. O, per meglio dire, più vite messe insieme.

Neela ha trascorso più di 30 anni in Italia lavorando prima come badante e donna delle pulizie e riuscendo, poi, ad aprire un suo salone di bellezza. A 62 anni di età sente però che è arrivato il momento di ritornare nel suo paese di origine: lo Sri Lanka. Neela è l’unica parte attiva in questo processo decisionale, ma a subirne le conseguenze sono tutte le persone che, direttamente o indirettamente, le gravitano attorno.

Innanzitutto, c’è sua figlia Ayesha. Sebbene la donna abbia quasi 40 anni e conviva in un’altra città con il suo compagno, la decisione della madre la colpisce particolarmente. Inizia così a riflettere sulla propria vita, dalla prima infanzia in Sri Lanka allo sradicamento che l’ha portato a fare dell’Italia la sua nuova patria.

La sua identità frammentata e dolente, che accomuna un po’ tutti i figli di immigrati di seconda generazione, si rispecchia anche nella precarietà economica che il suo lavoro di artista le impone. Il suo tentativo di ricorrere alla psicoanalisi per combattere i suoi demoni interiori, che la tradizione di sua madre chiamerebbe yakshaya, sembra non dare i risultati sperati.  

Mi sembrava sempre che la vita vera fosse altrove, e io la guardassi attraverso un vetro.

Acqua Sporca

Ayesha è soprattutto un’identità irrisolta, che si muove come un animale in gabbia in una spirale di negatività che le impedisce di celebrare i piccoli e grandi successi, e le fa assumere un atteggiamento di risentimento e insoddisfazione, dove invece potrebbe coltivare una più appagante cultura della gratitudine, anche solo verso la vita stessa.

In quell’altrove quasi ritrovato, intanto, anche le sorelle di Neela, tra il peso del passato e la durezza del quotidiano, reagiscono alla notizia. Himali vive con la sola figlia in Sri Lanka, mentre il marito, per cercare di offrire un futuro migliore alla famiglia, è emigrato in Italia, dove si arrabatta in lavori mal pagati. Se Himali si fa carico anche di questi nuovi pensieri su come sarà per Neela reinserirsi, da nuova “ricca”, nella terra natia, è ancor di più su Pavitra che pesa la decisione della sorella.

Pavitra, infatti, dopo la separazione dal marito, ha trovato rifugio, insieme alla figlia, nella casa di Neela. Le due stentano a stare a galla e Hirunika coltiva il sogno di venire in Italia.

Questo intero universo femminile, tra Italia e Sri Lanka, si muove con pesantezza tra le durezze della vita, tanto quelle contingenti quanto quelle provocate da un determinismo storico ineluttabile. Nadeesha Uyangoda fa da ponte tra questi due mondi con i piedi traballanti nella multietnicità di un Italia che toglie e dà, e uno sguardo rivolto alle radici lontane che profumano di cocco e spezie. La stessa scrittura, corposa e voluttuosa, pare impregnarsi di questi odori e sapori. La vediamo scavare in un passato che si fa presente e restituire immagini sempre più nitide di una terra che era lontana. 

Lo story telling multietnico

Acqua sporca mi pare inserirsi bene, per la sua ricchezza stilistica e la profondità dei temi trattati – tra gli altri quelli dell’emancipazione femminile –, nello story telling di opere a lei vicine geograficamente – la vicinanza è quella tra India e Sri Lanka – come quelle delle indo-americane Thrity Umrigar e Ruthvika Rao.

Ma ancor di più una certa aria di famiglia è riscontrabile con un altro testo letterario anch’esso finalista al Premio Strega, ma del 2025. Mi riferisco a La Signora Meraviglia. Acqua sporca lo richiama per il suo riflettere sullo sradicamento da una patria e sul conseguente rimettere in questione il concetto di Casa e di integrazione in una nuova realtà. Anche per quelle sue note di realismo magico, collegate alle credenze spiritualistiche della cultura di appartenenza, i due libri sembrano incontrarsi.

Cose che funzionano di meno

Quello che manca ad Acqua sporca è forse una maggiore chiarezza nella linea narrativa che in Sri Lanka, dove si svolge la parte più interessate, a mio parere, eccede con la molteplicità dei personaggi, rilegandoli ad una serie di episodi, ma senza riuscire a farli diventare una vera epopea familiare.

Peccato anche per il personaggio di Ayesha che nonostante alcune riflessioni giuste – come quelle accennate sul postcolonialismo e sull’iniquità sociale – non riesce a ad andare molto al di là mancando, soprattutto, dell’elaborazione di una visione costruttiva.

Cosa dicono del libro

Ho letto Acqua sporca con grande ammirazione ed entusiasmo. Nadeesha Uyangoda toglie la polvere a tematiche sempre piú presenti nella narrativa italiana – straniamento, famiglie vere o immaginate e questioni di classe – offrendo un’esperienza letteraria precisa, fresca, pienamente contemporanea e consapevole dei suoi mezzi.

Claudia Durastanti

Trama (tratta dalla quarta di copertina)

Dopo trent’anni trascorsi in Italia, Neela ha deciso di tornare in Sri Lanka. Come l’attrazione gravitazionale della Luna, questa scelta genera maree che si ritirano dalle coste della sua famiglia, scoprendo ansie radicate nelle menti e spiriti ancestrali imprigionati nei corpi. Sull’isola, sua sorella Himali cresce una figlia sul modello di un ideale politico, con un marito fantasma, ex militante comunista immigrato senza documenti in Europa.

Pavitra, la sorella piú piccola, alle spalle un matrimonio insapore, si aggira come uno spettro in un appartamento non suo, soffrendo la povertà che l’ha costretta a dare in pegno l’unica ricchezza che possedeva. Ayesha, la figlia di Neela, vive a Milano una vita sgretolata, precaria, senza mai riuscire a «trovare né la soddisfazione morale né la compensazione economica». Una storia famigliare ambientata tra il presente e il passato, tra due spazi geografici che sradicano e frammentano, tra un Paese in cui è difficile provare a realizzare i propri sogni e uno in cui la magia e il mito pervadono ancora ogni cosa.

Scheda del libro Acqua sporca

Acqua sporca trama libro

Titolo: Acqua sporca

Autore: Nadeesha Uyangoda

Casa editrice: Einaudi

Anno di pubblicazione: 2025

Numero di pagine: 279

Vi lascio un link alla pagina del Premio Strega

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Giochi linguistici

Mi chiamo Debora e nel 2024 ho fondato Giochi linguistici, un blog di libri e pensiero critico che tutt'ora gestisco da sola. Ho una laurea in Comunicazione con specializzazione in Filosofia del linguaggio. Inoltre, ho una formazione in giornalismo e una buona conoscenza del mondo editoriale, dove ho svolto attività di tirocinio. Oltre all'evidente passione per i libri, e per le lingue straniere (ne parlo 3), ho un debole per il digital marketing.