
Trama – A Scauri, un piccolo paese a metà strada fra Roma e Napoli, vive Lea Russo, moglie di Luigi, madre di due bambine e avvocato. Siamo agli inizi degli anni ’90, Scauri è un paese di provincia (Latina) con valori tradizionalisti, una marina affollata d’estate e vuota d’inverno. Lea è comunque riuscita ad affermarsi in una professione che era considerata prevalentemente per uomini e a crearsi una famiglia. L’ha fatto, inoltre, restando in quella “prigione” dove la domanda che tutti pongono a una ragazza ormai adulta è: “ma non ti sposi?”.
La sua tranquilla vita di provincia viene stravolta quando riceve una notizia terribile e inaspettata: Vittoria è morta affogata nella sua propria vasca da bagno. Vittoria che tanto aveva dato alla comunità e che era diventata un po’ l’anima (adottiva) del paese. Nel paese si era trasferita 20 anni prima, portando con sé una ragazza di nome Mara, che avrebbe potuto essere sua figlia, e un vento di innovazione femminista. E lo aveva fatto nel modo più naturale. Non urlando slogan o condannando il genere maschile, ma con le sue azioni, la sua spontaneità nel confondere i confini immaginari che separano donne e uomini nella società.
Con la stessa naturalezza con cui esprimeva la sua seducente femminilità, Vittoria aveva comprato una barca che guidava lei stessa, giocava a carte in un circolo di soli uomini e non disdegnava il consumo di alcolici. La parte femminile e quella maschile, che sono in ognuno di noi, sembravano armonizzarsi perfettamente in Vittoria. Allo stesso modo, gli opposti, che definiamo contraddittori, trovavano in lei una nuova seducente armonia.
Di Vittoria, insomma, nonostante l’allegria, nonostante la confidenza che tutti sentivamo con lei, sapevamo ciò che vedevamo. Era distante, ma curiosa, accogliente ma riservata, esatta ma evasiva. C’era nel suo parlare un certo fatalismo che lasciava sgomenti. O affascinati. Io ero tra gli affascinati.
Chi dice e chi tace
La notizia della morte di Vittoria lascia Lea nello sconcerto più assoluto. Da una parte Lea non crede che si sia trattato di un incidente, dall’altra non riesce ad accettare la perdita di Vittoria, di cui ha sempre subito inconsciamente il fascino. Perciò inizia a indagare, o meglio, a scavare ossessivamente nel passato di Vittoria per risolvere il mistero della sua morte e per conoscere la persona che era stata.
Infatti, nonostante i pettegolezzi di paese, dove si sa tutto di tutti, Lea si rende conto di non saper niente sulla sua vita precedente all’arrivo a Scauri. Questo, soprattutto dopo aver scoperto, durante il funerale di Vittoria, che era stata sposata. Vittoria non parlava mai di sé e Lea non le faceva domande. Tutto il paese in fondo sa e non sa. Intuiscono l’amore tra Vittoria e Mara ma non hanno certezze e, nonostante le parole bisbigliate, non giudicano, soprattutto perché Vittoria è rispettata da tutti.
Le sue indagini la porteranno a Roma, perché sono lì, nella città natale di Vittoria, le risposte e non a Scauri. Lì ogni tassello andrà al suo posto e tutto avrà un senso. Nella metropoli che conosce le stravaganze e l’anticonformismo, ma che non ha saputo, o potuto, contenere il dolore dopo lo strappo.
Lea, senza mettere in discussione l’amore per Luigi, avrà modo di riflettere sulle sue pulsioni latenti che mettono in crisi un mondo di certezze. Il suo percorso di sradicamento e di ricerca si sé è rispecchiato dal flusso di coscienza che accompagna i suoi pensieri. Il chiodo fisso, che è diventato per lei sbrogliare la matassa dietro l’enigmatica Vittoria, è tutto nella narrazione cantilenante che accompagna costantemente i pensieri di Lea.
Vittoria era morta nella sua vasca da bagno e io non volevo crederci. […] Vittoria era morta e io non capivo perché. Ma ero certa che un perché ci fosse. Avevo bisogno del perché della morte di Vittoria.
Chi dice e chi tace
Se la fascinazione di Lea per Vittoria è idealizzata, l’amore tra Lea e Luigi è reale e solido. Luigi è il pilastro della casa, di cui si prende amorevolmente cura, e allo stesso tempo la figura portante maschile della narrazione. In contrapposizione all’arroganza maschilista dell’avvocato Pontecorvo, che pensa che tutto si possa comprare con i soldi, Luigi è il progressista (stiamo parlando dei primi anni ’90) che non ha paura di mescolare i “ruoli” tradizionali, particolarmente radicati in provincia, un po’ come fa Vittoria. Luigi è marito di una donna in carriera e padre di due bambine, allo stesso modo in cui Lea è moglie di un professore di fisica e madre.

Note finali di Chi dice e chi tace
Nella nota finale di Chi dice e chi tace, Chiara Valerio svela la finzione della narrazione. Il lettore apprenderà ciò che aveva sospettato durante la lettura. Gli elementi autobiografici reali si intrecciano con la finzione narrativa. È reale il fatto di cronaca nera avvenuto nella pineta, è reale il progressista Luigi, ispirato dalla figura paterna dell’autrice, e tanti altri particolari che contribuiscono a creare l’ecosistema di questo “noir” introspettivo.
Soprattutto, è reale Scauri. In particolar modo la Scauri degli anni ‘90 della Valerio, il posto in cui “si dà del tu, del lei o del voi, senza coerenza […] si toglie e si dà confidenza secondo l’argomento di cui si sta parlando e secondo cosa si vuole ottenere”.
Chi dice e chi tace si è classificato terzo al Premio Strega 2024.

Autore: Chiara Valerio
Titolo: Chi dice e chi tace
Casa editrice: Sellerio editore, Palermo, 2024
Numero pagine: 228
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