Panoramica su L’utilità dell’inutile di Nuccio Ordine

  • Tempo di lettura:7 minuti di lettura
Panoramica su L'utilità dell'inutile di Nuccio Ordine
Nuova veste grafica Bompiani de L’utilita dell’inutile

Questo sottile libro L’utilità dell’inutile – manifesto del libero pensiero – è una presa di posizione, un atto di denuncia del corrosivo sistema lucrativo in cui l’uomo è ridotto a prodotto, è, allo stesso tempo, un atto d’amore e di speranza per l’Umanità. Che attraverso la cultura, l’arte, la poesia, la musica e tutte quelle attività inutili, l’uomo preservi la sua umanità. Il fatto che sia arrivato alla sua 21esima edizione italiana e sia stato tradotto in 24 lingue mi fa pensare che non siamo soli nelle nostre lotte contro i mulini a vento e che Nuccio Ordine con questo piccolo, sublime pamphlet ha portato, e porterà anche dopo la sua morte, sollievo a tante anime.

In questa breve panoramica su L’utilità dell’inutile di Nuccio Ordine sarà opportuno, per prima cosa, addentrarci nella sua struttura. Sono tre le parti principali che costituiscono questo saggio:

  • L’utile inutilità della letteratura
  • L’università- azienda e gli studenti-clienti
  • Posseder uccide: Dignitas hominis, Amore e Verità

Queste sono precedute da un’introduzione dello stesso Ordine e in appendice è stato aggiunto un saggio, fino ad allora inedito in italiano, di Abraham Flexner, direttore de Institute for Advanced Study di Princeton, in cui il discorso sull’utilità dell’inutilità è abbordato dal punto di vista delle scienze naturali. La scrittura di Ordine e quella di Flexner si compenetrano e completano magistralmente in un dialogo generazionale, ben lontano dalle logiche di spazio-tempo, ma piuttosto tra le righe delle pagine.

L’utilita dell’inutile riassunto

Nella prima parte, con una scrittura elegante, fluida e semplice (lontana dall’inutile complessità a cui spesso la scrittura accademica è soggetta) Nuccio Ordine ci prende a bordo in un viaggio che ci porta di porto in porto, dove gli approdi sono le isole, le micro-narrazioni (i paragrafi) intorno a frammenti di opere dei più grandi pensatori, scrittori, filosofi dell’umanità. Da Cent’anni di solitudine di Gabriel Garcia Marquez, al Mercante di Venezia di Shakespeare, passando per il Don Chisciotte di Cervantes – solo per citarne alcuni. Queste isole condividono lo stesso mare, il topos dell’inutilità e, nello specifico, un elogio dell’inutilità, accompagnata a una critica all’utilitarismo. Un’inutilità, come risulterà chiaro nel corso del libro, che è ben lontana dall’essere la mera contrapposizione o assenza di utilità, intesa come sinonimo di profitto delle logiche economiche (come siamo abituati ad intenderla nella nostra era storica), qui, piuttosto, l’inutilità è intesa come quella proprietà/ virtù che costituisce una delle caratteristiche fondamentali della condizione umana. L’Inutilità di cui qui si parla è la gratuità del sapere fine a se stesso. È la conoscenza come quête filosofica della verità.

In queste 50 pagine di immersione nella cultura umana, le citazioni abbondano (significativo che la bibliografia sia di 30 pagine), perché quale modo migliore di riscattare il sublime, il superfluo, l’inutile (o, in altre parole, il patrimonio culturale umano), se non dando voce all’inutile stesso, dalla prospettiva di altri pensatori? In queste citazioni, in queste riflessioni rivive lo stesso patrimonio culturale umano, sottratto per un effimero istante all’oblio.

La seconda parte del libro è un’attenta e coraggiosa analisi del processo di degrado del sistema universitario e, in generale, delle istituzioni culturali, causato, tra le altre cose, dai tagli dei fondi per la cultura in nome di ragioni utilitaristiche. Quello che ne segue è un attacco lucido e diretto a un mondo che Ordine, professore per vocazione e ricercatore per passione, conosceva bene. Le università vengono paragonate ad aziende in cui i professori sono gli impiegati e gli studenti i clienti. Queste aziende devono produrre laureati, facendo così coincidere l’essere umano esclusivamente con la sua professione. Quando invece l’essenza della cultura si basa sulla gratuità, sulla crescita e il divenire persone con un pensiero autonomo e critico.

Si capisce come siano soprattutto le facoltà umanistiche e di lettere classiche a patire sotto questa logica del profitto. In un paragrafo dal titolo A che cosa serve studiare le lingue del passato? In risposta a questa sua stessa domanda, Ordine lascia correre l’immaginazione in una scena apocalittica:

La dea Mnemosyne madre di tutte le arti e di tutti i saperi nella mitologia greco-romana, sarà costretta per sempre a lasciare la terra. E con lei, purtroppo scomparirà tra gli esseri umani ogni desiderio di interrogare il passato per comprendere il presente e immaginare il futuro. Avremo un’umanità smemorata che perderà completamente il senso della propria identità e della propria storia.

L’utilità dell’inutile

All’apocalittica e immaginaria scomparsa della dea Mnemosyne e quindi della nostra identità, corrisponde una reale e graduale scomparsa dei classici latini e greci. Se non la letteratura tout court, sono le collane dei classici che vanno scomparendo a vantaggio della letteratura definita secondaria. Le case editrici cercano di riparare alla crisi delle vendite, con libri che rispondano, ancora una volta, alle leggi di mercato.

Nella terza e ultima parte, Ordine individua 3 domini in cui l’inutile, il disinteressato, si dispiega in tutta la sua potenzialità: la dignitas hominis, l’amore e la verità. Non ci stupisce che siano 3 categorie prettamente umane, in cui ne va della parte più nobile dell’essere umano, a conferma, ancora una volta, del fatto che è nell’agio, nello spazio, in cui si forma il superfluo, il mezzo senza fine, che trova spazio l’Umanità.

Edizione italiana: L’utilità dell’inutile di Nuccio Ordine, con un saggio di Abraham Flexner,  Collana Passaggi Bompiani. Prima edizione Settembre 2013.

Numero Pagine: 266

Prima versione francese: L’utilité de l’inutile [Abrahem Flexner, De l’utilité du savoir inutile], Paris, Les Belles Lettres, 2013

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Lascia un commento