
In questi giorni ho terminato la lettura di un libro che qui in Italia è arrivato un po’ in sordina. Lezioni di Anatomia della scrittrice tedesca Nora Kain è uscito a giugno di quest’anno in una splendida veste grafica curata dalla casa editrice Giunti. L’effetto sordina che lo ha investito è tanto più stupefacente se si considera che Frevel, questo è il titolo originale, ha avuto in Germania sin dalla sua pubblicazione nell’ottobre del 2024 un ottimo successo di pubblico. La casa editrice che lo ha pubblicato, la dtv-Verlag, lo ha decretato addirittura un best seller.
Mi sembra interessante, perciò, scavare un po’ nelle ragioni di questa discrepanza di traiettorie editoriali e darvi la mia opinione a riguardo. Prima però sarà necessario capire di cosa stiamo parlando.
La trama di Lezioni di anatomia: intrighi storici nella Francoforte del 1800
La prima cosa che viene in mente pensando a Francoforte, da una prospettiva prettamente tedesca, è sicuramente la Borsa, simbolo del suo ruolo finanziario di punta. Questo aspetto però per il lettore che si approccia a Lezioni di Anatomia passa facilmente in secondo piano. La Francoforte del libro è, infatti, quella storica del primo Ottocento, ancora riconoscibile nel suo nucleo antico e sublimemente tratteggiata con pennellata e tinte gotiche.
Qui tra esecuzioni pubbliche e il faticoso vivere quotidiano, l’anatomia patologica, nota anche come Medicina forense, fa grandi passi avanti. Il dottore Theophil Pontus, che di questa scienza è un promotore, porta avanti le sue ricerche con grande acume e lamentandosi di tanto in tanto della penuria di corpi da esaminare. La sua gioia è grande quando sottomano gli capitano dei “bei lavori” a causa di una serie di omicidi sconcertanti avvenuti nella città. Manon è la sua giovane figlia, nubile e temeraria, anche lei, contrariamente alle aspettative della società del tempo, ha una grande passione per l’anatomia.
La sua curiosità, in più, va ben oltre quella paterna trasformandosi in una vera ossessione per le indagini. Manon inizia ad occuparsi del caso affiancata da Johann, un giovane e ambizioso giornalista, che indaga con gentilezza e un buon intuito nelle relazioni umane. Gli indizi porteranno i due a seguire delle strane piste nell’emarginato quartiere ebraico. Qui, Manon verrà confrontata con il peso dei pregiudizi; la sua forte sensibilità le permetterà di superare le barriere sociali della sua Francoforte bene, e la sua perseveranza la condurrà infine sulla giusta via.
Thriller storico o romanzo gotico? L’atmosfera macabra di Frevel

Lezioni di anatomia è un thriller storico dalle tinte dark, con una forte esaltazione di ogni aspetto possibile del macabro. Partendo dalle cronache anatomiche del tempo del dottore Theophil Pontus con cui si apre ogni capitolo, passando alla violenta descrizione dei delitti per giungere poi alla stessa quotidiana realtà battuta sulle strade, tutto è macabro, brutale e lercio. Probabilmente troppo.
La calma della ragazza sulla copertina italiana e lo stesso titolo Lezioni di anatomia, che mette l’accento sull’aspetto scientifico, perciò ingannano, o almeno dicono solo una mezza verità. Più appropriato è il desueto termine tedesco Frevel, traducibile con empietà o anche profanazione,l’autrice, storica di professione, lo ripesca da un passato in cui il “sacrilegio” era il peggiore dei delitti. La connotazione della violazione di un tabù che sembra “sporcare” con la sua violenza inaudita la sfera del sacro.
Analisi dei personaggi: Manon è un’eroina troppo moderna e Woke?
La protagonista di Lezioni di anatomia è una giovane donna letteralmente fuori dal suo tempo. Non pensa al matrimonio, le autopsie l’affascinano, si aggira da sola per i vicoli più pericolosi e sviluppa sensi di colpa per l’emarginazione delle minoranze religiose con relativa insicurezza e paura di dire la cosa sbagliata. Viene da chiedersi chi stia descrivendo l’autrice, certamente non una donna del primo Ottocento.
Se il quadro storico è tracciato con grande precisione, comprese piccole perle di nozioni giornalistiche del tempo, l’autrice pecca però nel voler proiettare i tratti tipici delle attiviste woke dei nostri tempi a un contesto che è profondamente diverso e lontano nel tempo. La ricostruzione storica riesce perciò solo a metà.
Il ruolo di Johann e il sensazionalismo giornalistico
Anche con il protagonista maschile, il gentile e ambizioso giornalista Johann, Nora Kain applica in parte il filtro della nostra società. Johann rifugge il sensazionalismo giornalistico, propugnato dal suo capo, che alimenta la caccia alle streghe e risponde alla sola logica del profitto. Il giovane redattore è un idealista che abbraccia piuttosto un’etica della professione basata sui soli fatti: lì dove trova un indizio preferisce indagare con un metodo che richiama il giornalismo odierno indipendente e d’inchiesta.
Riflessioni finali
Nonostante gli anacronismi citati e alcune lungaggini, Lezioni di Anatomia resta una lettura coinvolgente che sa rispettare il ritmo del lettore dandogli respiro con l’intrecciarsi di una linea narrativa più lenta: il diario personale e struggente della misteriosa prigioniera che si alterna alla narrazione principale delle indagini.
È stata probabilmente proprio questa struttura narrativa così magnetica a decretare il grande successo del libro in patria. Il boom riscosso in Germania non è rimasto un caso isolato: Nora Kain ha trasformato il duo Manon-Johann in una vera e propria serie, il cui secondo volume, Wahn (Delirio), è uscito ad aprile di quest’anno.
Forse l’uscita estiva in Italia ne ha frenato la cassa di risonanza, perché le sue tinte gotiche richiamano decisamente atmosfere più autunnali. Sarà il tempo a dirci se i lettori italiani si lasceranno conquistare e se vedremo mai tradotto il seguito di questa storia.
Intanto per rimanere sulle tinte macabre del dark investigativo ma spostandoci nella Francia dei nostri giorni, vi consiglio l’analisi critica di Lutto di miele.
Scheda del libro Lezioni di anatomia

Titolo: Lezioni di anatomia
Autore: Nora Kain
Casa editrice: Giunti editore
Anno di pubblicazione: 2026
Numero di pagine: 384
Traduzione di Roberta Zuppet
Titolo originale: Frevel
Il verdetto critico di Giochi linguistici
- A chi lo consiglio: A chi cerca un thriller storico investigativo cupo e dettagliato che cattura l’atmosfera generale dell’epoca. Adatto a chi non arretra di fronte alle dissezioni della medicina forense e al macabro.
- Parola chiave: Profanazione.
- Nota dell’autrice: Pur cedendo a qualche lungaggine e proiettando sui protagonisti una sensibilità fin troppo moderna, l’opera si distingue per una ricostruzione storica sporca e d’impatto. Lezioni di anatomia scava nell’etimologia profonda del suo titolo originale (Frevel), offrendo un noir che sa riflettere sulle ipocrisie sociali e il sensazionalismo dei mezzi di comunicazione. Un congegno narrativo affilato come un bisturi, perfetto per le letture dalle tinte autunnali.



