
La nostalgia è la nostra capacità di persuaderci che il passato è stato fondamentalmente felice, e che di conseguenza abbiamo fatto le scelte giuste.
— Joël Dicker, Il caso Alaska Sanders
Si ritorna volentieri alle origini, soprattutto quando queste hanno fatto di noi le persone che siamo diventate. È un sentimento rassicurante, dà forse il miraggio che la magia possa ripetersi ancora. Nel caso della letteratura questo discorso vale tanto per lo scrittore quanto per il lettore, non è perciò difficile immaginare che sia questo spirito ad accompagnare Joël Dicker nel suo ritorno, a dieci anni dal suo primo successo, ai luoghi de La verità sul caso Harry Quebert.
Il caso Alaska Sanders – pubblicato per la prima volta in Francia nel marzo del 2022 dalle edizioni Rosie & Wolfe e arrivato già a maggio dello stesso anno in Italia per le edizioni La nave di Teseo – è perciò un ritorno di Dicker e soprattutto del suo primo protagonista, Marcus Goldman. Tra La verità sul caso Harry Quebert e Il caso Alaska Sanders c’era in realtà stata un’altra avventura investigativa di Marcus Goldman: Il libro dei Baltimore, facendola diventare quindi una trilogia. Ma è con Il caso Alaska Sanders che Marcus Goldman riapproda nel New Hampshire riabbracciando, e noi con lui, i vecchi personaggi. Compreso Harry Quebert.
La trama e i personaggi de Il caso Alaska Sanders
Corre l’anno 2010, Marcus Goldman è ormai uno scrittore consacrato ma qualcosa lo turba ancora. Sono passati ormai due anni dal caso Harry Quebert e altrettanto tempo è passato senza avere più notizie del suo vecchio amico e mentore. Nella speranza di rivederlo Marcus ritorna ad Aurora, ma quello che ritrova è solo il vuoto di un tavolo nella tavola calda Clark’s Diner.
Il sergente Perry Gahalowood in compenso è sempre al suo vecchio posto, seppur turbato da un cold case risalente al 1999. Il corpo di una bella ragazza di 22 anni di nome Alaska Sanders, vincitrice del titolo di Miss New England, era stato ritrovato privo di vita. Il caso era stato rapidamente chiuso ma qualcosa a distanza di undici anni sembra ancora non quadrare.
Dopo una serie di eventi, compresa la tragica morte di Helen, la moglie del sergente, Marcus decide di trascorrere del tempo al fianco della famiglia Gahalowood, in realtà il suo è anche un tentativo di vincere la solitudine che lo attanaglia. È a questo punto, però, che si imbatte nel caso Alaska Sanders.
Ritorna così la fortunata accoppiata investigativa Goldman/Gahalowood. Un’accoppiata vincente che indagando nella tranquilla cittadina di Mount Pleasant svela testimonianze fatte di mezze verità e ripieghi per coprire le proprie umane debolezze. La narrazione si sposta ben presto a Salem, città natale della vittima e tassello fondamentale per rispondere all’enigma: chi era davvero la promettente aspirante attrice Alaska Sanders? E soprattutto, cosa ci faceva in una realtà di provincia come Mount Pleasant, impiegata in una stazione di servizio?
In questo scenario di ricerca dell’identità della vittima, le indagini finiscono così per muoversi su un doppio binario emotivo: il passato tormentato di Alaska si intreccia inevitabilmente con il presente malinconico dei due investigatori.
Analisi del libro: un congegno narrativo già sperimentato
Joël Dicker ripete la sua formula magica creando un intricatissimo puzzle dietro alla morte di Alaska Sanders dove man mano tutte le apparenze cadono e resta alla fine solo l’immagine distintiva dei fatti. I mezzi che utilizza per costruire il suo ingegnoso dispositivo letterario sono quelli che avevo già rintracciato nella recensione de La verità sul caso Harry Quebert, cioè un mix di stile semplice e coinvolgente, salti temporali, cliffhanger, false piste e una struttura a scatola cinese vertiginosa.
Oltre a questi tecnicismi la somiglianza dei due libri si riproduce in piccoli dettagli, senza però interessare la trama. Si tratta di veri e propri stilemi ricorrenti nella scrittura di Dicker:
- In entrambi i romanzi ci sono lettere minatorie analoghe.
- Alcuni personaggi, quando posti sotto stress, reagiscono nello stesso modo cioè vomitando.
- Le stesse vittime sono simili per certi aspetti.
Il personaggio di Alaska ricorda quello di Nola per la bellezza, giovinezza, e soprattutto per l’aspirazione a lasciare i loro paesi di provincia per far strada nel cinema. Entrambe intrattengono una relazione con persone più grandi, quando le ragazze si riferiscono alla giustificazione da dare ai loro genitori scatta un senso di disagio nei partner per la loro differenza di età.
Anche se l’architettura narrativa ricalca il passato, a cambiare è la chimica tra i due investigatori: la spavalderia del primo romanzo lascia spazio a un sodalizio più maturo, cementato dalle rispettive solitudini. Complessivamente la trama de Il caso Alaska Sanders tiene e intrattiene ma rivelare di più di quanto già accennato vorrebbe dire spoilerare qualche indizio e mai vi vorrei privare del piacere che questa lettura ha suscitato in me per prima.
Un piccolo indizio sul futuro voglio però concedervelo. Nel finale de Il caso Alaska Sanders, proprio nelle ultimissime battute, Dicker lancia un gancio narrativo ad una possibile futura collaborazione Goldman/Gahalowood, non è da escludersi, dunque, che la saga di Marcus Goldman possa ritornare con un nuovo capitolo.
Opinioni su Il caso Alaska Sanders: le note dolenti
Se l’ingranaggio funziona ci sono però delle note dolenti nella cornice principale, quella riguardante Marcus Goldman. Se ne La verità sul caso Quebert l’espediente metanarrativo del blocco dello scrittore permetteva a Dicker di riflettere sul processo creativo della scrittura, ne Il caso Alaska Sanders la parte metatestuale finisce per diventare un messaggio eccessivamente autopromozionale dell’autore, quasi un invito esplicito a recuperare i capitoli precedenti della saga. Le indagini sono di per sé autoconclusive, ma il continuo citare gli altri due romanzi della trilogia appare come un’operazione di marketing ed è questo, forse, il solo aspetto che rende il ritorno di Joël Dicker alias Marcus Goldman meno romantico di quello che avrebbe potuto essere.
Alla fine, quel miraggio di veder ripetersi intatta la magia delle origini svanisce parzialmente sotto il peso della serialità commerciale; eppure, nonostante i suoi calcoli editoriali, questo ritorno a casa tra le strade del New Hampshire ci ricorda che, proprio come nella vita, non si può mai tornare davvero indietro nello stesso identico modo.
Se volete trovare un Dicker diverso, lontano dalle atmosfere del New Hampshire e più vicino alla nostra Europa, vi consiglio di leggere la recensione critica de L’enigma della camera 622.
Se preferite invece cambiare autore, pur rimanendo sempre sullo stesso genere, vi consiglio di cercare una valida alternativa nella mia guida ai gialli e thriller da leggere.
Scheda del libro Il caso Alaska Sanders

Titolo: Il caso Alaska Sanders
Autore: Joël Dicker
Casa Editrice: La nave di Teseo
Anno di pubblicazione: 2022
Pagine: 624
Titolo originale: L’Affaire Alaska Sanders
Traduzione: Milena Zemira Ciccimarra
Il verdetto di Giochi Linguistici
- A chi lo consiglio: A chi ha amato La verità sul caso Harry Quebert e desidera ritrovare le atmosfere investigative del New Hampshire e la chimica della coppia Goldman/Gahalowood. Da evitare se non tollerate i sentimentalismi
- In una parola: Nostalgico.
- Nota dell’autrice: Il caso Alaska Sanders è un thriller d’intrattenimento puro che replica fedelmente la struttura a incastro del primo successo di Dicker. Pur cedendo a qualche autocompiacimento commerciale di troppo nella cornice narrativa del protagonista, il romanzo si divora e conferma le notevoli capacità dell’autore di costruire enigmi che reggono.



