
Non sarà forse un capolavoro letterario, ma Anatomia di un omicidio, esordio letterario dell’ex avvocata britannica Jo Murray, riesce decisamente a fare il suo lavoro: sbalordire.
Io l’ho letto in un pomeriggio per evadere dall’apatia sonnecchiante del caldo estivo e diamine se c’è riuscito. Fresco, originale, “di tendenza” Anatomia di un omicidio mi ha onestamente sorpresa.
Certo l’effetto shock si concentra nel finale – e che peccato non potervene parlare – però complessivamente è tutta l’architettura del libro, un legal thriller puro, a reggere bene. Ma vediamo per sommi capi la trama, facendo naturalmente ben attenzione a non spoilerare troppo.
La Trama: la sfida togata tra coniugi Kesler
Leila Reynolds è una giovane e agguerrita barrister nel sistema legale britannico. Nonostante sia partita dal basso, è riuscita a farsi strada in un sistema che premia i privilegiati. A conti fatti ora lo è anche lei una privilegiata, Leila è, infatti, sposata con Julian Kesler, un influente e affermato barrister, e la cosa le procura non pochi vantaggi.
Proprio in ragione di ciò Leila Reynolds scalpita per dimostrare il suo valore e l’occasione arriva quando le viene assegnato il suo primo processo di difesa di un presunto assassino. In realtà è lo stesso imputato, il giovane e attraente Jack Millman, a volerla come sua legale.
Jack, che di mestiere fa il buttafuori e ha già avuto guai con la legge, è accusato di aver ucciso un noto giudice e le prove sembrano schiaccianti. Come se il caso non fosse già difficile così, in più ci si aggiunge il fatto che il legale dell’accusa è, nientedimeno che, Julian, il marito di Leila. Moglie e marito sono, dunque, destinati a sfidarsi a colpi di toga e trucchetti ai confini del legale in un caso che acquisirà una valenza mediatica enorme.
Riuscirà Leila a vincere il peso delle pressioni che arrivano da ogni dove, compreso dal suo stesso assistito che si rifiuta di parlare? Il caso di Jack sembra già perso in partenza, eppure le rivelazioni e i twist sono sempre dietro l’angolo.
Le cose non sono mai come appaiono e giustizia è un concetto così labile, così arrendevolmente pieghevole sotto il peso della giusta pressione. O si tratta forse di manipolazione?
Jo Murray sfrutta la sua esperienza forense per farci riflettere proprio sulla relatività del concetto di giustizia. Nel romanzo, l’innocenza o la colpevolezza non sono mai dati assoluti, ma verità plastiche che si ridefiniscono continuamente tra le mura dell’aula e i banchi della giuria. Il verdetto finale diventa così un concetto malleabile, dove la percezione dei fatti conta più dei fatti stessi.
Cos’è la giustizia? Sono otto giorni che mi pongo questa domanda. È seguire la legge alla lettera? O è garantire che sia fatta vera giustizia, anche se questo significherebbe piegare un po’ le regole? La maggior parte della gente non ci pensa, mai.
– Anatomia di un omicidio
Note di stile: atmosfere glamour alla Suits e debutto televisivo
Anatomia di un omicidio si apre con un mini-glossario sul mondo giuridico anglosassone. A essere esplicati sono i ruoli e le funzioni all’interno di un tribunale durante un processo per omicidio. E la cosa non si ferma qui, ancora nelle prime pagine l’autrice si sofferma puntigliosamente sulla terminologia e sull’esposizione dei luoghi giuridici. Deformazione professionale verrebbe da dire visto che Jo Murray ha ricoperto la carica di avvocato. Che la lettura ne risenta? No, affatto. Le nozioni sono offerte in pillole e i dettagli aiutano il lettore a farsi un’idea più precisa di un sistema che differisce dal nostro.
In più lo stile di Jo Murray non si può per niente definire pedante, semmai è il contrario. La narrazione è in prima persona, al presente, dunque in presa diretta e introduce ad un mondo patinato dalle apparenze, che ricorderà ai lettori le atmosfere della serie TV Suits: tutto è molto “workaholic” e fashion, dalle descrizioni di avvocati e avvocate sempre perfettamente vestiti e ripuliti al tenore di vita che si percepisce essere molto alto.
Leila, la protagonista, in più gestisce un blog con relativo profilo su Instagram, facendo di lei una avvocata influencer. Tutto molto fresco e trend, quindi. Un’impronta fortemente visiva e dinamica che non è sfuggita ad Apple TV, il romanzo di Jo Murray è stato infatti scelto come base per l’attesissima seconda stagione della serie cult Presunto innocente.
Eppure, in tutto questo glamour, c’è un sospetto che si insinua nella mente del lettore, palesato dalle pagine alternate alla storia principale, sempre in prima persona, del testimone X. Che ci sia altro sotto la superficie, forse delle ombre? E soprattutto, chi è questa misteriosa voce?
Se siete alla ricerca di un altro giallo con una forte presenza al femminile vi consiglio la recensione di Se parli muori
Scheda del libro Anatomia di un omicidio

Titolo: Anatomia di un omicidio
Autore: Jo Murray
Casa editrice: Bompiani
Anno di pubblicazione: 2026
Numero di pagine: 432
Traduzione di Gabriella Pandolfo
Il verdetto critico di Giochi linguistici
- A chi lo consiglio: A chi cerca un thriller d’intrattenimento scattante, ama le dinamiche forensi dall’estetica televisiva e vuole leggere il libro prima di vederlo sullo schermo nella serie Apple TV.
- Parola chiave: Presa diretta.
- Nota dell’autrice: Pur rinunciando deliberatamente allo stile letterario dei grandi classici del genere, il romanzo si difende grazie a una struttura a incastro ben calibrata. Anatomia di un omicidio è un legal thriller decisamente pop che maschera, sotto un’estetica glamour e patinata, un’intelligente riflessione sulla relatività della giustizia. Un congegno narrativo solido e scorrevole, capace di fare egregiamente il suo lavoro: intrattenere e far dubitare il lettore fino all’ultima pagina.



