Il sentiero dei nidi di ragno di Italo Calvino

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Il sentiero dei nidi di ragno Italo calvino

Il sentiero dei nidi di ragno si potrebbe definire il libro meno calviniano tra le opere dell’autore. Certo quest’impressione, che si avrà leggendo il libro, non è dettata dal caso. Il sentiero dei nidi di ragno è, infatti, il romanzo d’esordio di Italo Calvino, precedente, quindi, alla messa a punto di quello stile che ogni lettore saprà riconoscere, senza troppe esitazioni, come personalissimo, leggero e fiabesco, a dispetto di ogni futura evoluzione e cambiamento di interessi.

Il sentiero dei nidi di ragni, come riconobbe immediatamente Cesare Pavese, certo non è esente dagli elementi del fiabesco, tanto è che da questo punto di vista può essere considerato la sua officina letteraria, preparatoria per le opere successive. Ma ancor di più, il libro può essere visto come il ponte con il passato. Dal punto di vista stilistico Calvino si va ad inserire in un movimento letterario, in cui amici e colleghi già stazionavano, noto come il Neorealismo. Al centro vi sono le storie, percepite come crudamente reali, di gente comune, perlopiù ai margini, che lotta per il quotidiano. Sullo sfondo c’è l’esperienza terrificante della Seconda guerra mondiale, l’attivismo politico e la Resistenza.

Dal punto di vista personale il romanzo è l’occasione per fare i conti con un passato ancora vicinissimo. Calvino elabora la sua intensa ma breve esperienza nella lotta partigiana attraverso l’urgenza della scrittura e la riversa nelle riflessioni del commissario Kim. Nel resto del processo narrativo l’io si eclissa restituendo una storia il cui stile abbraccia, assieme al piccolo Pin, il noi del popolo.

Riassunto breve

Il sentiero dei nidi di ragno racconta la Resistenza attraverso gli occhi di Pin, un bambino di 8 anni, abbandonato a se stesso. Con sguardo insieme smaliziato e ingenuo, Pin si muove nel mondo degli adulti alla ricerca di una persona amica. Forse, riuscirà a trovarla nella persona di Cugino ma ciò che troverà di sicuro sarà la complessità degli uomini. Cattivi anche se in fondo buoni, severi ma provvisti di una qualche forma di giustizia, egoisti ma concordi nel bene comune. Quello che ne viene fuori è una lotta partigiana non idealizzata, ma umana.

In tutti gli esseri umani per Pin c’è qualcosa di schifoso come in vermi e qualcosa di buono e caldo che attira la compagnia.

– Il sentiero dei nidi di ragno

Trama e personaggi

Pin è un bambino che non ha trovato il suo posto nel mondo. Orfano di madre e con un padre altrove, Pin vive con la sorella maggiore, detta la nera di Carrugio, che per sostenere se stessa e il fratello si prostituisce. Pin cresce, perciò, allo sbando, troppo smaliziato per i piccoli, troppo ingenuo per i grandi. Il suo vicolo è il suo mondo e lui vi si aggira in solitaria, con scanzonata insolenza ma allo stesso tempo cercando di dare un senso a quell’universo dei grandi così confuso e violento.

Lo sfondo storico è infatti, quello della Seconda guerra mondiale, l’ambientazione geografica è quella di una Liguria occupata dai nazisti. Pin, dati i suoi 8 anni di vita, quasi non se lo ricorda com’era la pace.

All’osteria, dove cerca un po’ di compagnia fra i vecchi ubriaconi, che intrattiene cantando canzonette maliziose, sente per la prima volta nominare il Gap. Lui non lo capisce cosa sia questo Gap, ma teme di rimanere escluso da questa seppur misera compagnia; perciò, quando a questa parola sconosciuta si accompagna un servizio che gli viene richiesto, non se la sente di rifiutare. Il fatto è questo: sua sorella riceve, tra i suoi clienti, anche un marinaio nazista e Pin dovrebbe, su richiesta del Gap, rubargli la pistola d’ordinanza.

Pin, dapprima è combattuto ma poi, con grande facilità, esegue. Il piccolo Pin si ritrova perciò in possesso di una pistola. Non la consegna al Gap ma decide di custodirla e la nasconde nel posto che per lui è il più speciale di tutti e che si vanta di conoscere solo lui, il luogo, nei campi, in cui i ragni fanno il nido.

Ma proprio a causa della pistola iniziano i guai per Pin. Una pattuglia di fascisti lo trova in possesso della fondina, ne segue un brutale interrogatorio durante il quale, nonostante la sua giovane età, viene brutalmente malmenato e arrestato.

In carcere incontra Lupo rosso, un giovanissimo e intraprendente partigiano, che lo coinvolge nel suo piano di evasione. Una volta fuori dal carcere, e perso Lupo rosso, Pin è più allo sbando che mai. Almeno finché, vagando per le langhe, non incontra per caso un uomo che lo aiuta. L’uomo è anch’egli un partigiano e si fa chiamare Cugino. Cugino è un burbero solitario che, in seguito ad una delusione amorosa, vede nelle donne tutte le cause dei guai, compresa la guerra. Nonostante ciò, l’uomo è di un buon animo e per non lasciare Pin vagare da solo, lo prende con sé e lo porta in una delle basi dei partigiani, che si trova tra le montagne.

Il distaccamento è comandato dal Dritto ed è composto da membri considerati, dal comitato, come problematici. Gli uomini del distaccamento sono, in effetti, degli sbandati. C’è Pelle abile nel sottrarre le armi ai fascisti, ma indegno di fiducia. E poi ci sono: Carabiniere, Zena detto Beretta di Legno e i tre cognati calabresi Barone, Marchese e Conte. Molto eterogenei tra loro per provenienza e motivi che li hanno portati alla lotta partigiana, sono però, accumunati, per la mancanza di una vera volontà ideologica di resistenza.

Forse, fra tutti, il cuoco, detto Mancino, è quello che potrebbe avere una coscienza politica, ma questa è offuscata dalla sua pigrizia e codardia che gli impedisce di prendere parte alle azioni contro i nazisti.

Una storia a sé è quella del commissario Kim, uno dei supervisori dei distaccamenti, esterno al gruppo e si direbbe anche esterno alla narrazione. Quasi come un’appendice narrativa esterna alla storia di Pin, Calvino piazza le lunghe riflessioni dell’intellettuale Kim sul senso profondo della lotta partigiana.

Intanto i giorni trascorrono veloci sulle montagne e Pin, che non conosce il calore di una famiglia, si affeziona a modo suo a questo gruppo di sbandati. Intanto le dinamiche di convivenza e di lotta armata si avviluppano in maniera complessa. Pin con la sua intelligenza da ragazzo di strada intuisce quello che può, ed ignora il resto. Soprattutto, ignorerà, come la sorte di quella pistola rubata arrivi, per vie impreviste e sorprendenti, a fare del male a chi gli sta vicino.

Il significato de Il sentiero dei nidi di ragno

Se vogliamo è, in fondo, possibile cogliere gli aspetti del Calvino semiotico già in questo suo primo libro. È soprattutto nel simbolismo insito nel titolo che si può individuare quel “qualcosa che sta per qualcos’altro”. In un primo senso manifesto, il sentiero dei nidi di ragno è un luogo materiale, situato nelle colline liguri, il posto preferito di Pin, dove decide di nascondere la pistola. Su un piano simbolico il sentiero dei nidi di ragno è molto di più: è il luogo dell’infanzia che gli è stata negata, dell’amicizia che non gli è stata accordata.

Pin va per i sentieri che girano intorno al torrente, posti scoscesi dove nessuno coltiva. Ci sono strade che lui solo conosce e che gli altri ragazzi si struggerebbero di sapere: un posto, c’è, dove fanno il nido i ragni, e solo Pin lo sa ed è l’unico in tutta la vallata, forse in tutta la regione: mai nessun ragazzo ha saputo di ragni che facciano il nido, tranne Pin. Forse un giorno Pin troverà un amico, un vero amico, che capisca e che si possa capire, e allora a quello, solo a quello, mostrerà il posto delle tane dei ragni.

– Il sentiero dei nidi di ragno

La narrazione vi ritorna spesso anche quando Pin ormai è lontano, sulle montagne insieme ai partigiani. Ed è proprio questo ritornarci che contribuisce a creare la peculiarità stilistica del libro, un suo ritmo nella narrazione come una nenia magica.

Ecco, Pin ora andrà via, lontano da questi posti ventosi e sconosciuti, nel suo regno, il fossato, nel suo posto magico dove fanno il nido i ragni. Là c’è la sua pistola seppellita, dal nome misterioso: pi-tren-totto; Pin farà il partigiano per conto suo, con la sua pistola.

– Il sentiero dei nidi di ragno

Inevitabilmente il sentiero ritorna, come patto di amicizia tra Pin e Cugino, nel finale. Un finale aperto, ma di cui è facile intuire il triste epilogo. E che per una volta Pin, rivelandosi finalmente bambino, non può cogliere.

Scheda del libro Il sentiero dei nidi di ragno

Il sentiero dei nidi di ragno trama e riassunto

Titolo:  Il sentiero dei nidi di ragno

Autore: Italo Calvino

Casa editrice: Oscar Mondadori

Anno prima pubblicazione: 1947

Anno di pubblicazione edizione letta: 2022

Numero di pagine: 228

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