
I libri di Hermann Hesse, ma anche la sua stessa persona, sono così noti nel mondo della letteratura da far valere a pieno il detto “la loro fame li precede”. Pochi altri scrittori di lingua tedesca possono vantare una tale produzione. Forse solo le opere di Franz Kafka e Thomas Mann, che tra l’altro fu un suo intimo amico, se ne contendono la gloria. Una gloria che tuttavia, lui di carattere solitario e introverso – un vero e proprio lupo della steppa si direbbe – non ha mai cercato e, anzi, a cui voleva sottrarsi vivendo, dal conferimento del Premio Nobel in poi, in isolamento.
Questa gloria letteraria, eppure, persiste ancora ai nostri giorni, facendo di lui uno degli scrittori tedeschi più letti, dentro e fuori dai confini della sua lingua madre, con all’attivo la traduzione dei suoi libri in oltre 60 lingue.
Hermann Hesse resta, soprattutto, lo scrittore che più ha saputo fare sua, in maniera assoluta e totalizzante, la ricerca di un senso dell’uomo moderno; uno di quegli scrittori, perciò, a cui si ricorrere quando il turbamento interiore chiede delle risposte.
Qui, vogliamo ora offrire un quadro dell’uomo dietro alla sua fama. Quali eventi lo segnarono, dove trasse l’ispirazione per i suoi libri, come si intreccia il suo tormento interiore con quello dei suoi personaggi? Lo scopriremo insieme in questa biografia a tappe dello scrittore Hermann Hesse.
Indice dei paragrafi
Hermann Hesse vita
Infanzia e giovinezza in una famiglia pietista
Hermann Hesse nacque il 2 luglio 1877 a Calw, nel sud-ovest dell’attuale Germania, conosciuta in quel determinato momento storico come Secondo impero tedesco. Nasce, dunque – come scrisse Heinrich Böll parlando di se stesso – “suddito del Kaiser Guglielmo I”.
Hermann è il secondo genito di una famiglia di missionari evangelici – lo furono già i suoi nonni materni – che operarono per un tempo abbastanza lungo, ma precedente alla sua nascita, nell’allora colonie inglesi in India. Dagli evocativi racconti della sua famiglia nascerà la sua fascinazione per l’ignoto, quasi una nostalgia per la spiritualità di quelle terre lontane che eppure non conosce.
Essendo i genitori fortemente inseriti nel mondo religioso – dal 1881 suo padre insegna alla missione di Basilea, dove tutta la famiglia si trasferisce e vive per alcuni anni –, improntano l’educazione dei loro figli nel rigido e osservante dogmatismo della dottrina pietista; Hemann, tuttavia, risponde con insofferenza.
Quando da fuori sento pronunciare il nome di Hermann mi viene già paura di cosa stia succedendo. Sì, è terribilmente vivace, pronto a scattare, irrequieto e purtroppo non obbedisce.
– Dai diari di Marie Hesse, madre dello scrittore
Nel 1891 i genitori lo iscrivono come seminarista nel monastero evangelico di Maulbronn – elementoche ritorna in Narciso e Boccadoro–. Il clima claustrofobico dell’istituto non è però adatto al giovane, già sofferente di emicranie e dalle tendenze depressive, per questa ragione dopo solo pochi mesi di permanenza scappa.
Ne consegue un periodo di ricovero in un istituto per disagio mentale e il suo tentativo di togliersi la vita. Dopo di ciò gli viene concesso, dai genitori, di ultimare i suoi studi nel Ginnasio in Cannstatt.
Prime esperienze
Dopo aver intrapreso e subito interrotto una formazione come librario, ne porta a termine una in una libreria a Heckenhauer, dove tra l’altro, lavorerà per un certo periodo.
È in questo periodo che Hermann alimenta ancor di più il suo già preesistente amore per la poesia e la letteratura. Studia, soprattutto, come autodidatta e nel 1898 pubblica la sua prima raccolta di poesie dal titolo Romantischer Lieder. Tuttavia, non riscuote il successo che sperava.
Nel 1901 è in Italia per un viaggio alla scoperta di altre culture, ripeterà l’entusiasmante esperienza nel 1903 in compagnia della futura moglie Maria Bernoulli. La prima, visto che si sposerà altre 2 volte. Maria (detta Mia) è una donna intraprendente e anticonformista – fu una delle prime donne fotografe in Svizzera – che all’inizio della loro relazione si rivela un importante e stabile sostegno per Hermann, di nove anni più giovane.
I primi successi

Il 1904 è un anno ricco di eventi positivi, tanto nella vita pubblica quanto in quella privata. Pubblica Peter Camenzind che riscuote subito un grande successo di critica e pubblico. Inizia anche a collaborare con diversi giornali. Intanto sposa Maria e si trasferiscono a Gaienhofen, in campagna. L’anno dopo nasce il suo primo figlio, ne avranno tre in tutto ma Hermann non sarà presente come padre, né tanto come marito.
Negli anni successivi si dedica alla stesura delle sue successive opere e intraprende alcuni viaggi, tra cui uno in Asia con l’obiettivo di passare anche per l’India sebbene non la raggiungerà mai, sarà nondimeno presente nelle sue opere future, in particolar modo in Siddharta (1922).
Nota di stile: Lo stile degli anni giovanili è fortemente influenzato dal Romanticismo. E come fu per i poeti della natura, ancor di più sono i luoghi a segnarlo profondamente. Hermann cresce, infatti, a stretto contatto con la natura grazie alla vicinanza del suo idilliaco paese natio alla Foresta Nera, in cui ama passeggiare. La meraviglia per gli elementi naturali, il senso di pace che ne scaturisce ed il forte legame tra questi e l’uomo sono al centro di Peter Camenzind e di Sotto la ruota, scritto nel 1906.
Pacifismo e nuove crisi depressive

In tutto questo la sua salute mentale attraversa costantemente degli alti e bassi. È irrequieto, continuamente alla ricerca di nuovi stimoli intellettuali, ma resta spesso deluso di non poter colmare con le esperienze fatte nel mondo esterno il vuoto che ha dentro. Anche la sua unione con Maria inizia a vacillare, da buon scrittore ne trae ispirazione per il suo nuovo romanzo Rosshalde (1914).
Durante la Prima guerra mondiale si arruola volontariamente, viene tuttavia respinto come non idoneo e a questo punto rivede le sue idee e diventa un convinto sostenitore del pacifismo – cosa per cui verrà criticato come traditore della patria–. Anche tracce di questo si trovano nei suoi libri, in particolar modo, Il lupo della steppa (1927). Sempre qui, elaborerà la forte crisi depressiva in cui era caduto in questo periodo, acuita dalla morte del padre e dalla malattia del figlio. Per guarire le ferite dell’anima si affida alla nascente psicoanalisi e inizia a dipingere.
Nel 1918 si separa dalla prima moglie che nel frattempo ha sviluppato segni di esaurimento nervoso. Intanto la vita continua nella cittadina di Montagnola, dove si è trasferito, tra la stesura di nuove opere, tra cui Demian e Siddharta, e il rinnovato ricorso alla psicoanalisi. Sempre in questo periodo, dal 1924 al 1927, contrae un breve e altrettanto sfortunato matrimonio con Ruth Wenger, una vibrante attrice di 20 anni più giovane di lui.
Nei secondi anni Venti inizia a frequentare un giro di artisti a Zurigo. Il suo è un disperato tentativo di tornare alla vita risvegliando la parte della sua personalità più repressa, quella legata ai sensi, ai corpi e ai contatti sociali. A questo punto conosce anche Ninon Dolbin, una brillante e sicura di sé storica dell’arte, che nel 1931 diventerà la sua terza moglie. In un intervallo di tempo piuttosto ravvicinato pubblica, prima, Il lupo della steppa (1927) espressione massima di questo periodo e poi Narciso e Boccadoro (1930) che si pone stilisticamente a cavallo da questa e la sua prossima fase.
Note di stile: Questo è il periodo più prolifico per Hermann Hesse e anche quello che personalmete preferisco. Pur non abbandonando mai il tema della natura, se ne distacca come visione univoca. Le tematiche dei suoi libri si muovono sempre più verso il costante conflitto interiore dell’uomo moderno, diviso tra natura e cultura, sensi e intelletto. La ricerca di un senso diventa centrale. Degno di nota è anche il suo avvicinarsi alla spiritualità buddista di cui Siddharta è il massimo esempio.
La vita ritirata a Montagnola

Dal 1932 inizia a lavorare all’opera a cui si dedicherà per undici anni: Il giuoco delle perle di vetro. Questo sarà anche l’ultimo vero romanzo scritto da Hermann Hesse.
Per il resto conduce una vita ritirata insieme a Ninon, principalmente continua a dipingere acquarelli e a scrivere.
Durante gli anni del Nazismo cercherà di dare un aiuto concreto ai perseguitati, aprendo le porte della sua casa a Montagnola. I suoi libri non finiscono ufficialmente sulla lista dei libri proibiti, ma ne viene vietata la ripubblicazione.
Ne segue un periodo in cui riceve diversi premi e riconoscimenti, tra cui il Premio Nobel nel 1946 che non potrà ritirare personalmente a causa di problemi di salute, ma probabilmente anche per la sua ritrosia sociale.
Per la sua scrittura ispirata che nel crescere in audacia e penetrazione esemplifica gli ideali umanitari classici, e per l’alta qualità dello stile.
– Motivazione della giuria del Premio Nobel
Dal dopoguerra in poi, se si fa esclusione per alcuni saggi, racconti e schizzi autobiografici, smetterà di scrivere. Seppur nella sua innata ritrosia, nell’età matura accoglierà un nuovo ruolo. Hesse diviene, infatti, un punto di riferimento per molti lettori e normali cittadini, ancora disorientati per la perdita di quelli che si credevano dei punti di riferimento fissi. Soprattutto la nuova generazione si rivolge a lui, scrivendogli spesso delle lettere, bisognosa di un modello da seguire.
Hermann Hesse, il lupo della steppa diventato mito per i pacifisti e per il movimento dei figli dei fiori degli anni ’60, ma anche il ragazzo che aveva tentato di togliersi la vita, morirà in tarda età, il 9 agosto 1962, in seguito ad un’emorragia cerebrale.
Note di stile: Complessivamente la produzione di Hermann Hesse si rivela essere molto coerente e unitaria. I temi pur stratificandosi ricorrono sempre fedeli a se stessi. Così come fedele è il rapporto tra vita e opere, di cui si può dire che le une sono il riflesso dell’altra.
Una lista dei libri più famosi di Hermann Hesse
La produzione letteraria di Hermann Hesse è molto vasta. Insieme ai romanzi ha inoltre scritto racconti, poesie e saggi. Qui, vi propongo e consiglio i suoi romanzi.
Romanzi
- Peter Camenzind (1904)
- Sotto la ruota (1906)
- Gertrud (1910)
- Rosshalde (1914)
- Storia di un vagabondo (1915)
- Demian. Storia della giovinezza di Emil Sinclair (1919)
- L’ultima estate di Klingsor (1920)
- Siddharta. Poema indiano (1922) – leggi la recensione –
- Il lupo della steppa (1927) – leggi la recensione –
- Narciso e Boccadoro (1930) – leggi la recensione –
- Il giuoco delle perle di vetro (1943)
Link utile: museo dedicato a Hermann Hesse in Svizzera



