La ragazzina di Valeria Parrella: recensione critica del libro

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La ragazzina Valeria Parrella

Poche pagine, un’esperienza intensa di lettura, un personaggio storico strappato al suo tempo: Valeria Parrella è tornata in libreria e la sua voce, come sempre, si fa sentire.

La ragazzina – questo è il titolo del suo ultimo romanzo, uscito a fine aprile per Feltrinelli – tra i vari consensi ricevuti non ha tardato ad imporsi tra i libri finalisti della 64ª edizione del prestigioso Premio Campiello (2026).

Ma chi è la ragazzina del titolo? Forse è quella stessa giovane dai capelli corti, occhi impavidi, un’armatura al petto e un piercing al sopracciglio che ci guarda senza clemenza da sopra la copertina?

Sì, la ragazzina è la Giovanna d’Arco dei nostri tempi, tanto combattente medievale, quanto femminista moderna. Perché è questa la storia che ci racconta Valeria Parrella: quella di una giovane donna, prima e nonostante tutto.

La trama de La ragazzina

Giovanna nasce e cresce in un piccolo villaggio della Lorena, Domrémy, i suoi natali sono sereni ma contraddittori, è brava a filare almeno quanto lo è nei combattimenti per gioco con la spada; è estremamente pia, ma si ribella ai genitori. Chiamare questi aspetti contraddittori sembra quasi un’esagerazione, ma questa sua natura si scontra con la cultura dell’epoca: un Medioevo in cui alle donne non spetta altro ruolo se non quello di madri e figlie devote.

Giovanna devota lo è ma innanzitutto a se stessa e alle voci dei santi che le appaiono, in veste materiale, davanti agli occhi. Sono loro che le dicono cosa fare e lei esegue: difende la sua castità rinunciando al matrimonio e si prepara per la missione che le verrà assegnata. Quando questa arriva sembra quasi un delirio; Giovanna è, infatti, destinata a riportare il Delfino di Francia sul suo trono usurpatogli dagli inglesi in quella lunghissima guerra che si trascina da anni e che rimarrà nota con il nome di Guerra dei Cent’anni.

Come potrà una ragazzina, giovanissima e senza esperienza farsi carico di quest’impresa titanica? Se le vie del Signore sono infinite, quelle di una ragazzina indomita non sono certo da meno.

Il significato del libro: il potere delle donne

La narrazione, in terza persona, si divide in tre sezioni che, eccetto la prima parte dedicata all’infanzia di Giovanna, vanno avanti con la preparazione, le battaglie, la vittoria e la caduta della pulzella d’Orleans. Il focus di Valeria Parrella non sta però nel seguire pedissequamente la biografia di Giovanna d’Arco, seppur brillantemente sintetizzata nei punti essenziali della sua vita. La trama non ci restituisce un’immersione totale nella storia e chi cerca un classico romanzo storico, dovrà forse guardare altrove.

Il racconto si svuota diventando quasi un pretesto per parlare, tramite Giovanna, di qualcos’altro. Cosa sia questo qualcos’altro ce lo svela la voce calda e fiabesca dell’autrice. Il romanzo che si credeva storico diventa una riflessione introspettiva sul potere delle donne. È nella sua intima complicità, nelle massime e nel continuo punzecchiare il sistema che il messaggio arriva al lettore chiaro e forte.

Il corpo di Giovanna diventa quello di tutte le donne, di tutte le epoche, dotate di una marcia in più per emergere, ma sempre traballante con il rischio di cadere e farsi male a causa del sistema che così vuole.

Infatti, in ogni luogo del mondo una ragazzina si mette di traverso. Dice no alla guerra, al matrimonio… Ogni giorno, proprio ora, in ogni posto di questa terra una ragazzina decide dove andare e ci va.

Lo stile della Parrella tra Italo Calvino e Madeline Miller

La ragazzina per quel suo aspetto di saper ripescare un personaggio storico e farlo diventare profondamente umano e vicino a noi, presta il fianco alle opere di Madeline Miller. Del resto, Valeria Parrella non è nuova a questo genere, già nel suo penultimo romanzo Fortuna aveva dimostrato le sue capacità di strappare un personaggio dal suo contesto storico e renderlo attuale. Questo approccio intimo e ravvicinato con il passato emerge spesso nei suoi lavori, come è accaduto anche a Roma durante l’incontro su I canti di Leopardi, in cui la scrittrice ha saputo restituirci un poeta inedito e lontano dai freddi banchi di scuola.

Per la sua ambientazione, tra scene di battaglie medievali e accampamenti militari, La ragazzina mi ha persino ricordato Il cavaliere inesistente di Italo Calvino. Del resto, anche in quest’ultimo troviamo un’indomita giovane donna cavaliere, Bradamante.

Ma se si esula dal genere e dall’ambientazione, La ragazzina si differenzia e non si lascia ridurre a nessun’altra opera. È nelle note di stile che avviene questo processo di isolamento. Se la scrittura della Miller è coinvolgente ma classica e lo stile di Calvino è geometrico ma giocoso, Valeria Parrella dà al romanzo la propria indistinguibile voce. Compassionevole come quella di una madre, acuta come quella di una scrittrice e altre volte semplicemente martellante e ripetitiva, come quando ripete ancora e poi ancora concetti enfatizzanti per esaltare la forza della sua eroina: “[…] perché le ragazzine indomite, se raggiungono un re, lo fanno piangere”  o “Tutti oziavano, tranne la ragazzina”.

Questo destabilizza la lettura? Può darsi, ad ogni modo la rallenta un po’. Ma d’altronde è così che riesce a dare al testo una firma davvero tutta sua.

Scheda del libro La ragazzina

La ragazzina libro recensione

Titolo: La ragazzina

Autrice: Valeria Parrella

Casa editrice: Feltrinelli

Anno di pubblicazione: 2026

Numero di pagine: 128

Il verdetto critico di Giochi linguistici

  • A chi lo consiglio: A chi cerca una lettura intensa, concentrata e profonda. È perfetto per chi ama le riscritture storiche capaci di dialogare con la contemporaneità e per chi apprezza una forte impronta politica e femminista nella narrazione. Lo sconsiglio però a chi cerca un romanzo storico di tipo classico o una biografia della vita di Giovanna d’Arco.
  • Parola chiave: Introspezione.
  • Nota dell’autrice: Nonostante la struttura stilistica risulti in alcuni passaggi rallentata e ripetitiva, La ragazzina si conferma un’opera potente e dalla firma indistinguibile. Valeria Parrella riesce nell’impresa di strappare Giovanna d’Arco al Medioevo per trasformarla nell’emblema universale di ogni giovane donna che decide di mettersi di traverso di fronte al sistema. Un romanzo intimo, che si differenzia e non si lascia ridurre a nessun’altra opera.

Per approfondire il tema “donne e potere” vi lascio il link di un’intervista di Tagadà a Valeria Parrella.

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Giochi linguistici

Mi chiamo Debora e nel 2024 ho fondato Giochi linguistici, un blog di libri e pensiero critico che tutt'ora gestisco da sola. Ho una laurea in Comunicazione con specializzazione in Filosofia del linguaggio. Inoltre, ho una formazione in giornalismo e una buona conoscenza del mondo editoriale, dove ho svolto attività di tirocinio. Oltre all'evidente passione per i libri, e per le lingue straniere (ne parlo 3), ho un debole per il digital marketing.