
Nella vita ho fatto di tutto. Lancio con il paracadute, bungee jumping, drag racing, sono salito sulle giostre più estreme, eppure non c’è nulla che sia minimamente paragonabile allo scossone che ti dà una nuova scena del crimine quando ti si imprime nella retina. Ancora oggi non saprei dire cos’è che mi scuote a tal punto. Forse la paura, oppure, banalmente, l’incapacità umana di sostenere la vista dell’orrore nella sua espressione più sconvolgente.
– Treno infernale per l’Angelo rosso
L’estate con il suo carico di affliggenti attese volge al termine e un solitario, agghiacciante autunno si schiude per Franck Sharko, commissario della polizia parigina dei primi anni duemila. Da sei mesi non ha più notizie di sua moglie Suzanne, molto probabilmente è stata sottratta contro la sua volontà, ma di più non sa. Lui, il commissario navigato e disingannato è ora vittima dello stesso male che cerca di combattere.
L’impotente stato di angoscia in cui è ricaduto non gli impedisce però di darsi anima e corpo a un nuovo caso. Di che tipo di indagine si tratti è subito evidente quando Sharko, insieme alla sua squadra, giunge sul luogo del delitto. Una giovane donna è stata uccisa in modo tale che definirla cruenta sembrerebbe un eufemismo. La donna è stata, infatti, torturata con un sistema di corde e ganci che ne hanno penosamente squartato le membra. Altri dettagli si sommano al raccapriccio, facendo della scena del delitto una perversa manifestazione artistica dell’orrore.
Se non ci vuole molto a capire che si trova di fronte ad uno squilibrato serial killer, Sharko avrà però bisogno di un aiuto per entrare in quella mente malata. In questa indagine si avvarrà del prezioso supporto della psicocriminologa Élisabeth Williams. Ma la brillante dottoressa non è l’unica persona su cui Sharko può contare, il suo amico e genio informatico, Thomas Serpetti e la sua vicina di casa, una sensitiva guyanese di nome Dudù Camelia gli forniranno gli indizi necessari affinché un lieve spiraglio di luce illumini le piste da seguire.
Nell’accompagnare Sharko all’interno di quello che sembra essere un labirinto di perversione, si viene travolti da una narrazione febbrile: dalla periferia alla sordida Parigi notturna sadomaso del bondage, dalle sevizie sugli animali alle torture inflitte sui corpi umani, nessuna pista sembra essere sordida abbastanza.
Sharko è un ottimo segugio, ha buon intuito e sangue freddo, anche quando le cose si fanno davvero pericolose, anche quando l’orrore di cui il genere umano è capace sembra sovrastare tutto il resto. In questo suo viaggio infernale verso l’angelo rosso, Sharko dovrà confrontarsi con le perversioni umane più subdole, quelle che anestetizzano l’empatia e trovano una valvola di sfogo nella perfezione del dolore altrui. Un dolore inflitto con precisione chirurgica per il solo gusto di dominare l’altro.
Ma Sharko è anche un segugio braccato a sua volta. L’uomo senza volto gli sta alle costole, anticipa le sue mosse, conosce ciò che gli sta più a cuore ed è pronto a colpirlo lì dove l’assenza ha lasciato un segno indelebile.
Indice dei paragrafi
Storia editoriale dell’esordio letterario di Franck Sharko
Treno infernale per l’Angelo rosso è l’esordio letterario di Franck Thilliez. Un esordio che risale al 2004, fattosi dunque pian piano sempre più lontano nel tempo. Il pubblico di lettori italiani che ha iniziato a conoscere e amare il mostro sacro del dark francese tramite le sue opere più recenti, può da gennaio 2026 approfittare della nuova pubblicazione di Fazi Editore per scoprire le origini dell’autore; un’occasione che, nel mio caso, si è trasformata in una lettura immersiva di questo esordio.
A onor del vero Treno infernale per l’Angelo rosso era già stato pubblicato dalla casa editrice Nord nel 2009 con il titolo, meno fedele all’originale, La macchia del peccato. All’epoca però Franck Thilliez era pressoché sconosciuto in Italia. Navigando l’onda di successo che l’autore sta avendo in Italia negli ultimi tempi, Fazi ha ora riproposto Treno infernale per l’Angelo rosso in una nuova traduzione di Daniela De Lorenzo e accompagnato da una lettera inedita dello stesso Thilliez ai lettori italiani.
Treno infernale per l’Angelo rosso oltre ad essere l’esordio di Thilliez è il romanzo in cui il personaggio Franck Sharko fa la sua comparsa per la prima volta. La fortunatissima serie di Franck Sharko – che giungerà ad un crossover letterario con un’altra serie di Thilliez, quella dedicata al personaggio di Henebelle – è ancora pressoché inedita in Italia, se si fa eccezione per il prequel 1991. La prima indagine di Franck Sharko e Lutto di miele che uscirà il 16 luglio.
I difetti della trama di Treno infernale per l’Angelo rosso
Se si confronta Treno infernale per l’Angelo rosso con le altre opere dell’autore, si riscontrerà, oltre ad un’innegabile aria di famiglia, anche una reale inadeguatezza del testo ai canoni a cui siamo abituati. Lo stile forse è un po’ più ruvido, come ha scritto lo stesso scrittore nella lettera, ma non è questo il reale punto debole dell’opera. La narrazione, in prima persona quindi con una piena immersione del lettore, ha picchi di liricismo del dolore che lasciano già presagire al futuro successo letterario dell’autore.
Il vero punto debole è, a mio parere, l’indagine stessa. Se Thilliez si dimostra essere un lungimirante autore, confermandosi come uno dei primi scrittori ad indagare il macabro dietro alla lustra patina della città, e ancor di più trattando del tema del bondage prima della sua esplosione in Occidente, l’indagine, quella sì, appare ancora in stato embrionale. Siamo ancora lontani dalla precisione chirurgica con cui allestisce ogni piega di 1991. La prima indagine di Franck Sharko. La modalità in cui si dispiega la trama di Treno infernale per l’Angelo rosso regge meno bene e risulta, nonostante le false piste, sicuramente più prevedibile e forse anche meno autentica.
Treno infernale per l’Angelo rosso rimane comunque una buona lettura, necessaria soprattutto per chi desidera recuperare l’intera saga di Sharko dalle sue origini. Leggetelo: nel frattempo il prossimo capitolo, Lutto di miele, sta per arrivare.
Scheda del libro Treno infernale per l’Angelo rosso di Franck Thilliez

Titolo: Treno infernale per l’Angelo rosso
Autore: Franck Thilliez
Casa editrice: Fazi Editore
Anno di pubblicazione: 2026
Numero di pagine: 396
Traduzione di Daniela De Lorenzo
Titolo originale: Train d’enfer pour Ange rouge
Il verdetto critico di Giochi Linguistici
- A chi lo consiglio: Agli amanti del thriller accanitissimi che vogliono scoprire dove sono nate le ossessioni e le ambientazioni di Thilliez.
- Parola chiave del romanzo: Embrionale.
- Nota dell’autrice: Nonostante una trama meno solida rispetto alle opere recenti, il liricismo del dolore di questo esordio lascia già intravedere il genio del dark francese
Se volete scoprire il pensiero dell’autore sul confine tra realtà e finzione letteraria, potete visionare questa illuminante intervista a Thilliez.



