Sette donne di Lydie Salvayre

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Libro Sette donne di Lydie-Salvayre

Sette donne, sette folli per cui vivere non bastava

Vivere non basta… sembra quasi un mantra, una formula magica da ripetere e ripetersi in quel tenace sforzo di andare oltre i propri limiti, di tendere all’assoluto. In questo specifico universo letterario assume l’aspetto di una ritualità che trova la possibilità di rinnovarsi di capitolo in capitolo, di vita in vita.

Sembra un mantra, ma sono anche le parole con cui Lydie Salvayre, già in apertura, ci attira e ci invita in questo viaggio letterario tutto al femminile che è Sette donne. Un libro uscito in Francia nel 2013, tradotto e pubblicato recentemente da Prehistorica Editore a cui il pubblico italiano deve la possibilità di poterne fruire a partire da luglio del 2025.

Attirata da questa autrice – vincitrice del prestigioso premio Goncourt nel 2014 con Non piangere (Prehistorica Editore) – e ancor di più sedotta dall’ammiccante incipit ho perciò accolto anch’io questo invito e l’ho fatto predisponendomi al viaggio con la stessa eccitazione con cui mi preparerei in prospettiva di una piacevole serata da trascorrere con le amiche.

Il parallelo non stona, anzi, il tono che Lydie Salvayre dà a Sette donne è proprio quello confidenziale e schietto, talora ironico e leggero, delle chiacchiere tra amiche. Le amiche in questione sono le sette donne del titolo: Emily Brontë, Djuna Barnes, Colette, Sylvia Plath, Marina Cvetaeva, Virginia Woolf, Ingeborg Bachmann.

Lydie Salvayre dedica un capitolo a ognuna di loro, ne sviscera le tappe più salienti della vita, le mette in dialogo con le loro opere principali, ne cita interi passi delle struggenti corrispondenze (degnissimi di nota i carteggi tra Marina Cvetaeva e Boris Pasternak, Ingeborg Bachmann e Paul Celan) e non manca di metterle in rapporto con la sua esperienza personale di lettrice (e talvolta di scrittrice). L’effetto finale è del tipo: scoprendo qualcosa in più sulle autrici, apprendiamo anche molto di chi scrive (Lydie Salvayre, in questo caso).

Volendo parlare per luoghi si potrebbe dire che si parte dalle brughiere dello Yorkshire che diede i natali a Emily Brontë (leggi la recensione di Cime tempestose), si passa poi alla Parigi degli anni folli, e successiva a quegli anni, in cui transitarono, ma senza incontrarsi davvero, l’esuberante scrittrice francese Colette, l’americana Djuna Barnes e l’esule russa Marina Cvetaeva; la narrazione, poi, si sposta di nuovo tra America e Inghilterra con Sylvia Plath e Virginia Woolf. Infine, si chiude tra la Carinzia e Roma, con la quasi mistica e sempre amatissima Ingeborg Bachmann (leggi la recensione di Tre sentieri per il lago).

Sette donne mi pare essere un libro sui generis: non è un romanzo, né propriamente un saggio. Per il gusto di voler “classificare” – più che altro per dare un’indicazione in più ai lettori – lo si potrebbe definire un omaggio, sicuramente un metatesto, un libro che parla di libri (quelli scritti da queste splendide donne), oltre che delle autrici di per sé. Sembra lampante, infatti, che il soffermarsi sulla biografia delle scrittrici – cosa che Lydie Salvayre fa in parte, seppur in maniera molto sintetica – è il mezzo per esaltare il rapporto tra le scrittrici e la scrittura. Questo rapporto assoluto e totale è il vero focus di Sette donne.  

Quando iniziai a interessarmi all’esistenza di queste sette donne, dovetti fare una costatazione che contraddiceva il postulato di Proust: scrivere e vivere, per loro, erano una sola e unica cosa. Un concetto che Cvetaeva, la più radicale di tutte, esprimeva così: non si tratta di vivere e scrivere, ma di vivere-scrivere. Del resto il respiro del suo cuore ritmava quello delle sue frasi, e nelle poesie che scriveva durante le notti insonni risuonavano le grida mute che lanciava di giorno.

Per queste donne la scrittura sottostava a una sola autorità, quella della vita.

E vivere senza scrivere equivaleva a morire.

– Sette donne di Lydie Salvayre

Sì, vivere non basta… bisogna vivere-scrivere.

Scheda del libro Sette donne

Libro sette donne

Titolo: Sette donne

Autore: Lydie Salvayre

Casa Editrice: Prehistorica Editore

Anno di pubblicazione: 2025

Anno pubblicazione prima edizione: 2013

Numero di pagine: 230

Versione originale: 7 femmes

 Tradotto da Lorenza Di Lella, Francesca Scala

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Giochi linguistici

Mi chiamo Debora e nel 2024 ho fondato Giochi linguistici, un blog di libri e pensiero critico che tutt'ora gestisco da sola. Ho una laurea in Comunicazione con specializzazione in Filosofia del linguaggio. Inoltre, ho una formazione in giornalismo e una buona conoscenza del mondo editoriale, dove ho svolto attività di tirocinio. Oltre all'evidente passione per i libri, e per le lingue straniere (ne parlo 3), ho un debole per il digital marketing.